Banche: multa esemplare per scandalo Libor, 30% dei ricavi

22 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

New York (WSI) – Potrebbe essere esemplare la multa che le banche implicate nello scandalo della manipolazione degli indici di riferimento potrebbero essere costrette a pagare. Aver manipolato il Libor e l’Euribor potrebbe costare loro una multa pari fino al 30% dei ricavi. Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, le autorità europee vogliono aumentare la pressione sulle banche perché patteggino.

Da qui la decisione della Commissione europea di ampliare il raggio d’azione delle indagini in corso, estendendole anche ai tassi per lo yen e l’euro agli swap in franchi svizzeri. Nel mirino ci sono almeno dodici istituti da passare al setaccio. Ubs è da poco stata multata per 1,5 miliardi di dollari dalle autorità Usa e inglesi per aver manipolato i tassi di interesse, ma il conto potrebbe lievitare. La banca svizzera – ha segnalato Bloomberg qualche giorno fa – è anche stata multata dalla Fsa, la Consob britannica, per 9,45 milioni di sterline per non aver informato correttamente i clienti sui rischi connessi alla vendita del fondo Enhanced Variable Rate Fund tra il 2003 e il 2008.

Mentre Royal Bank of Scotland ha patteggiato una multa da 612 milioni di dollari con le autorità inglesi ed americane sempre nell’ambito delle accuse di manipolazione del Libor. Ma anche in questo caso la situazione resta in movimento. Oggi – riprende il quotidiano inglese – “la Commissione può imporre una multa massima pari al 10% dei ricavi di un società per ognuno dei cartelli” per determinare il tasso di riferimento ”in cui è implicata”. Nel caso preciso in cui “una banca implicata in tutti e tre i casi” di manipolazione la contropartita che dovrà pagare è maggiorata: ”può trovarsi a far fronte a una multa pari al 30% dei ricavi totali”.

E’ solo questione di ore quando il Commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, metterà in guardia le banche. Per il quotidiano “si tratterà di un avvertimento per mostrare la determinazione che l’Unione europea ha nel perseguire lo scandalo”. Ma poi la ricostruzione del Financial Times aggiunge: Bruxelles starebbe già informalmente valutando il potenziale per i patteggiamenti.