Banche: le sei professioni del futuro

25 Aprile 2019, di Livia Liberatore

Le banche internazionali si preparano alla rivoluzione tecnologica e richiedono sempre più nuove categorie di professionisti, spesso legate al mondo Fintech. La tecnofinanza sta portando infatti a un cambiamento del capitale umano nel settore finanziario.

Oltre alle classiche competenze sul mondo finanziario e sulle metodologie di business analytics applicate in questo ambito saranno richieste abilità “digitali”, solo per fare degli esempi, nei campi della cyber security, o della gestione di big data, oppure anche nella tecnologia blockchain, “Molti dei ruoli e delle funzioni di domani oggi ci sono ancora sconosciuti”, spiega Josh Bottomley, responsabile del digitale, del retail banking e del wealth management di Hsbc.

Lo scorso anno Hsbc ha pubblicato un rapporto  in cui ha individuato sei professioni che secondo i suoi dirigenti e consulenti saranno necessarie nella finanza digitale. La banca inglese ha iniziato da allora il reclutamento di centinaia di professionisti della tecnologia. Le prime professioni richieste sono l’Esperto di intelligenza artificiale e l’esperto di realtà virtuale, tecnologie che andranno ad assumere un ruolo più rilevante nelle banche del futuro. Soluzioni di questo genere consentiranno infatti al consumatore di fruire dei servizi finanziari direttamente dal proprio smartphone o da altri più futuristici dispositivi utilizzando comandi vocali

Fra le altre professioni richieste c’è il Conversational Interface Designer, legato alla progettazione di dispositivi di risposta automatica come i chatbots. C’è poi il Consulente universale, un’evoluzione della figura del professionista del credito, che dovrà essere in grado di servire il cliente attraverso i vari canali, dall’app sul telefono allo sportello, senza tralasciare nessun tipo di tecnologia. L’Ingegnere dei processi digitali si occuperà invece di monitorare i canali commerciali delle banche, diagnosticando in tempo e risolvendo ogni problema.

Infine, il gestore dei rapporti con i partner, che diventerà necessario perché la banca non sarà più un ecosistema chiuso in se stesso: dovrà costantemente dialogare con soggetti non bancari come le fintech o i grandi gruppi tecnologici.