Banche: la sfida futura è nei pagamenti, servono nuovi servizi a valore aggiunto

2 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

L’affermazione crescente delle operazioni in tempo reale rischia di assottigliare sempre di più i profitti delle banche nel settore del pagamenti. Data la complessità delle architetture tecnologiche delle banche esistenti e la prevalenza di vecchie piattaforme, la trasformazione dei pagamenti sarà dunque una delle maggiori sfide che gli istituti di credito dovranno affrontare nei prossimi cinque anni.

Lo dimostra l’ultima ricerca commissionata da Icon Solutions al gruppo Aite su 22 banche leader negli Stati Uniti, Canada, Asia ed Europa, da cui è emerso che il 65% delle banche ha dichiarato di avere forti difficoltà nel realizzare utili nei pagamenti e pensa pertanto di apportare modifiche ai processi interni al fine tornare a macinare profitti. Il 68% degli intervistati ritiene inoltre che la mancata modernizzazione del sistema dei pagamenti rischia di comportare la perdita di clienti.

“Le banche dovranno fornire servizi a valore aggiunto per recuperare la redditività persa”, ha dichiarato Toine va Beusecom, responsabile dei pagamenti di Icon Solutions. “In caso contrario finiranno per far fronte a una riduzione dei margini”.

Dall’indagine emerge inoltre che l’80% delle banche ha riferito che i pagamenti stanno diventando meno redditizi e solo il 18% delle banche è in grado di addebitare l’importo che desiderano per tali pagamenti. Le banche devono dunque apportare modifiche significative per recuperare il margine perduto, identificando al contempo nuove strade per generare nuove entrate.

“I tradizionali modelli di entrate dai pagamenti stanno iniziando a cambiare”, ha affermato Erica Baumann, senior analyst di ricerca, presso Aite Group in un comunicato stampa. “Il 15% delle banche di primo livello in tutto il mondo si è già spostato verso modelli basati sui dati e altri stanno seguendo l’esempio”.