Banche, la ricetta della Fabi contro gli esuberi: un nuovo patto per l’occupazione e una scuola per manager

3 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

Riqualificazione, formazione e assunzioni di under 35 è la ricetta del segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni contro gli esuberi delle banche.

“Dopo la firma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, dobbiamo ragionare, con le BANCHE, su un nuovo patto per l’occupazione nel settore”. “Serve un progetto lungimirante volto a blindare l’occupazione in banca, con cantieri per riconvertire e riqualificare il personale. La Fabi lo proporrà nei dettagli alle altre organizzazioni sindacali dopo il 7 gennaio, auspicando una intesa unitaria sull’argomento a cominciare dai piani industriali di UniCredit, Deutsche Bank e Popolare di Bari: pretenderemo un importante numero di assunzioni di giovani a fronte di uscite volontarie. In assenza di intesa con le altre organizzazioni, la Fabi procederà da sola in questa battaglia a tutela dell’occupazione del settore bancario.
Nelle banche, peraltro, manca anche una scuola per manager: gli attuali amministratori delegati sono quasi vicini alla pensione e non c’è un gruppo dirigente pronto a sostituirli.

In sostanza la Federazione autonoma bancari italiani  propone di stringere con le banche un “nuovo patto per l’occupazione nel settore e la costituzione di una scuola per manager”.

Le crisi nel settore bancario avute negli anni scorsi sono state gestite senza particolari tensioni sociali grazie a due strumenti, il fondo esuberi e il fondo per l’occupazione. Quest’ultimo, in particolare, ha consentito di far assumere, dal 2012 al 2019, 22.200 under35 consentendo un importante ricambio generazionale.
In Europa dal 2012 sono stati persi oltre 450 mila posti di lavoro, il 70% dei quali con licenziamenti. A lanciare l’allarme con il rischio che “ci sia una vera e propria ecatombe” il segretario della Uilca, Massimo Masi. Tra le trattative più calde per il 2020, la Uilca ricorda “la procedura per 6500 esuberi in UniCredit” ma anche il rischio di “oltre 900 uscite nel piano di risanamento della Popolare di Bari” e i “217 esuberi in Italia di Deutsche Bank”.