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Banche italiane tremano, Draghi parla di “fallimento”

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NEW YORK (WSI) – La Bce fa tremare soprattutto le banche italiane, i cui titoli hanno reagito con pesanti ribassi a Piazza Affari alla vigilia.

Gli istituti, così come in generale tutti quelli europei, temono gli effetti dell’asset quality review, ovvero gli stress test: si tratta di una revisione della qualità degli asset, che partirà ufficialmente a novembre e durerà 12 mesi, lanciata dalla Banca centrale europea.

In Italia saranno sotto esame i 15 principali istituti di credito. Si tratta di Banca Carige, Mps, Creval, Bper, Bpm, Popolare Sondrio, Popolare Vicenza, Banco Popolare, Credem, Iccrea, Intesa SanPaolo, Mediobanca, Unicredit, Ubi Banca, Veneto Banca.

Leggendo i dettagli dell’operazione della Bce, si apprende che il parametro di riferimento per determinare l’esistenza o meno di un deficit patrimoniale sarà il Common Equity Tier 1, che non dovrà scendere sotto l’8% dell’attivo ponderato per il rischio.

Si tratta di una definizione leggermente più restrittiva di quella adottata dall’Eba (Core Tier 1) che, però al pari delle definizione Eba, non esclude, per le banche che stanno in piedi ma prive di accesso al mercato dei capitali, di colmare il deficit patrimoniale con all’aiuto statale. Questo punto è stato sottolineato più volte dallo stesso presidente della Bce, Mario Draghi.

Senza la presenza di un paracadute pubblico pronto ad aprirsi, il cosiddetto “backstop”, banche sane ma sottocapitalizzate potrebbero subire gravi danni reputazionali capaci anche di alimentare ingiustificate fughe dei depositanti.

Il ministro per l’economia Fabrizio Saccomanni sottolinea che l’Italia non ha nulla da temere, ma un rapporto di Goldman Sachs presenta una realtà diversa.

Soprattutto se si considera che lo stesso Draghi è stato chiaro, affermando che alcune banche avranno bisogno di fallire. “Se devono fallire, dovranno fallire. Non c’è alcun dubbio su questo”, ha detto.
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PREVISIONI GOLDMAN SACHS SU ESITO ASSET QUALITY REVIEW/STRESS TESTS

– 11 banche falliranno i test.

– da un punto di vista geografico, i deficit sono attesi in Italia (86%), Germania (57%) e Spagna (56%).

– Riguardo alle banche italiane, i deficit patrimoniali interesseranno soprattutto Monte dei Paschi di Siena (74%)e Banca popolare di Milano.