Banche italiane: hanno perso 1/7 del loro valore da inizio mese

11 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Mentre la borsa italiana sconta la sua peggiore due giorni degli ultimi 14 mesi a culminare una serie di cinque sedute che ha visto un ribasso del 10% complessivo, le banche principali come Intesa SanPaolo e Unicredit hanno perso fino a dieci punti percentuali in una sola seduta.

Dopo avere zavorrato gli indici dalla mattinata con flessioni tra i 2 e i 3 punti percentuali, i titoli hanno rotto gli argini nel pomeriggio e quotavano sui minimi di giornata alle 17 italiane. “L’Italia è sotto attacco della speculazione ed è la risposta alla manovra”, osserva a caldo un trader interpellato da Reuters. E cosi’ i titoli finanziari sono vicini ai minimi di dicembre (fondo comune del settore Msci -5,7% in seduta, ora vale 15,49, poco distante dai 14,51 toccati in dicembre 2010). Solo poco piu’ di una settimana fa valeva quasi 18 punti. Vuol dire he e’ stato bruciato quasi un settimo del valore in luglio.

Per Intesa Sanpaolo, a lungo maglia nera del listino, il bottom e’ stato dell’8,89% a 1,50 euro mentre Unicredit, dopo una breve sospensione in asta di volatilita’, cedeva il 9,33% tra scambi da capogiro, con oltre 510 milioni di pezzi passati di mano, il doppio della media giornaliera dell’ultimo mese e pari al 2,65% del capitale.

In chiusura i cali sono dell’ordine del 7% (vedi sotto) per i due principali gruppi finanziari italiani. E’ stata sospesa anche Mediobanca, con un teorico -5,37%; a picco Bpm (-7%), male anche Banco Popolare (-4,5% circa), Ubi Banca (-3% circa) e Mps (-4% circa). Nella sola giornata di venerdi’ Unicredit ha bruciato l’8%, mentre le perdite in settimana sono state pari al 20%. Per Intesa i cali sono stati del 13,5% in settimana.

Gli istituti finanziari italiani sono penalizzati per via della paura che il paese venga risucchiato nella crisi del debito sovrano europeo, la stessa che ha gia’ spinto Ue e Fmi a varare piani di salvataggio di emergenza per scongiurare un default di Grecia, Irlanda e Portogallo. A sottolineare quanto sia alta la tensione, il premio che gli investitori chiedono per acquistare bond italiani e non bund tedeschi ha raggiunto il top di sempre oggi.
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Il 6,33% degli asset detenuti in portafoglio dalle banche italiane e’ formato da bond governativi. La percentuale e’ seconda solo alla Grecia con un 10% e fa temere per il peggio.

In Usa intanto il settore finanziario cede il 2,4%, facendo peggio del mercato generale che quota -1,5%.

Tornando all’Italia tutto il mercato e’ tornato indietro ai livelli di marzo 2009, al momento piu’ buio per il mercato italiano che nel primo trimestre di due anni fa aveva toccato il picco piu’ basso della crisi finanziaria scoppiata negli Usa a settembre 2008.

Le banche italiane, al centro della speculazione sul mercato, hanno bruciato i guadagni di due anni e tornano a vedere nero. Se gia’ da settimane le popolari quotavano sui minimi storici, complici maxi aumenti di capitale e tensioni interne, ora anche le ‘big’ del settore sono scese verticalmente.

Per Intesa Sanpaolo, che ha chiuso in calo del 7,74% a 1,52 euro, secondo i grafici della Borsa italiana e’ la chiusura piu’ bassa dal 9 marzo 2009, con il nuovo minimo dell’anno sceso da oggi a 1,50 euro. Unicredit, di gran lunga la piu’ bersagliata nelle ultime sedute, somma al -17% della scorsa settimana un calo del 6,33% a 1,15 euro nella seduta di oggi: e’ il valore in chiusura piu’ basso dal primo aprile del 2009.

Il Banco Popolare, con una flessione del 3,52% a 1,37 euro, e’ sceso ai livelli della prima settimana di marzo di due anni fa; chiusura al prezzo piu’ basso da almeno cinque anni per Mps (-4,48% a 0,49 euro, stesso valore toccato pero’ il 28 giugno) e per Ubi Banca (-2,79% a 3,48 euro), nuovo minimo storico a 1,42 euro per Bpm (-6,39% a 1,43 euro in chiusura).

Mediobanca, con una flessione del 4,28% a 6,15 euro, si e’ riportata ai livelli di agosto 2010 ma resta ancora, unica eccezione, sopra i minimi di marzo di due anni fa.