Banche: “Italia non ha attuato a pieno norme a tutela contribuenti”

28 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Un avvertimento che colpisce anche Bulgaria, Francia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica ceca, Romania e Svezia. E che dà soltanto due mesi di tempo. Sono undici, in tutto, i paesi che rischiano di essere deferiti alla Corte di Giustizia Ue, inclusa l’Italia.

La Commissione europea ha chiesto di dare piena attuazione alla direttiva che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi. Bruxelles ricorda in una nota che si tratta di un elemento cruciale del nuovo quadro normativo comunitario, che è stato varato a seguito della crisi finanziaria e che vuole assicurrea un settore bancario vitale e stabile.

La direttiva stabilisce le norme e le procedure che gli Stati membri devono adottare per smorzare e gestire lo stress o il fallimento di una banca o di un’impresa d’investimento.

La stessa direttiva fornisce gli strumenti e i poteri di cui c’è bisogno per fare in modo che le banche ai limiti dell’insolvenza possano essere ristrutturate, al fine di evitare che l’onere ricada sui contribuenti.

La scadenza per l’attuazione della direttiva nella normativa nazionale era il 31 dicembre 2014. Questi 11 paesi, dice l’Ue, non hanno attuato appieno tali norme nel loro ordinamento nazionale.