Banche: in Italia bancomat lenti, datati e a rischio hacker

11 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – A quanti è capitato di stare minuti davanti lo schermo del bancomat in attesa di fare un prelievo? Minuti che nella società dove a farla da padrone è un ritmo di vita che richiede velocità e frenesia sembrano preziosi e che sottraggono tempo.

Questo perché a dispetto della tecnologia che progredisce i bancomat nel nostro paese sono sempre più lenti. Come scrive Luca Zorloni per www.wired.it la lentezza è data in particolar modo al fatto che la macchina è datata, considerando che sono apparecchi con un ciclo di vita in media di 7-10 anni.

“Dietro ad ogni atm vi è di fatto un pc, e come qualsiasi pc risente dell‘avanzamento tecnologico: col passare degli anni alcune componenti possono diventare obsolete, e magari rallentare il servizio di prelievo”.

Così Sergio Moggia, direttore generale di Bancomat spa, che gestisce il circuito di pagamenti. Altro fattore da considerare è che il computer a cui è collegato lAtm (automated teller machine, cassa bancaria automatica) in genere ha un sistema operativo Windows Xp o anche più vecchio. Terzo elemento che determina la lentezza dei bancomat italiani è la connessione internet. Bancomat e Pos si agganciano a comunicazioni analogiche o a banda bassa.

Il rischio maggiore che deriva dalla lentezza dei bancomat italiani è che diventino preda facile degli hacker. Kaspersky Lab, azienda russa specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, a febbraio ha pubblicato i risultati di un’indagine condotta sulle reti di alcune banche, in cui gli hacker si erano intrufolati con un malware, chiamato Atmitch,  che consegnava ai criminali i comandi dei terminali, decidendo quanto denaro prelevare e al termine del furto scompariva senza lasciare tracce. Ma beffa della beffa, dice la Kaspersky,  è che gli attacchi aumenteranno in futuro, al crescere delle tecnologie più sofisticate per effettuare il riconoscimento del cliente. Forse sarà il caso di ripensare al buon vecchio materasso?