Banche d’affari, primo trimestre da incubo. Mai così male dal 2008

4 Aprile 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) –  Per la banche d’affari il 2016 e’ partito col piede sbagliato. La colpa e’ della volatilità dei mercati finanziari che, nel primo trimestre, di solito una stagione forte per le banche, ha messo pressione l’intero settore.

Secondo quanto riporta l’agenzia Thomson Reuters, nei primi tre mesi il settore ha riportato un giro d’affari pari a 16,2 miliardi di dollari. Per ritrovare un anno così nero bisogna tornare indietro al 2008, ovvero nel pieno della crisi finanziaria.

Se a trainare in basso i conti sono state soprattutto le banche europee (Goldma Sachs in testa), nessun istituto e’ risultato immune a questo trend ribassista.

A spingere in basso i ricavi, ci ha pensato soprattutto la battuta d’arresto delle operazioni di fusione e acquisizione, il cui valore complessivo ha segnato un calo del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

I primi segnali di allarme sono arrivati da Deutsche Bank che, un paio di settimane fa, anticipato che il primo trimestre “andra’ male” per tutto il comparto bancario e di “non fare eccezione” a questo andamento.

La banca tedesca, allo stesso tempo, ha inviato comunque un messaggio tranquilizzante, affermando di voler restare “assolutamente solida” anche in momenti difficili. “La nostra base di capitale e’ decisamente al di sopra dei requisiti normativi.
Inoltre continuiamo a disporre di riserve di liquidita’ a fine anno pari a 215 miliardi di euro e di fonti di rifinanziamento molto affidabili”, hanno detto i vertici dell’istituto tedesco, confermando una view prudente sulle prospettive dell’intero 2016 a fronte di un’attivita’ di trading che continua a essere difficile e dell’attivita’ sui depositi che rimane sotto pressione a fronte di tassi bassi.