Banche d’affari: per Oliver Wyman crisi coronavirus azzererà gli utili

14 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

Gli utili delle banche d’affari nella migliore delle ipotesi potrebbero azzerarsi in seguito all’impatto della crisi coronavirus. In quella peggiore si passerebbe a un calo del 250% pari al valore di 10 trimestri, appena 4 in meno rispetto all’impatto subito dal settore dopo la crisi del 2008.
E’ quanto ha calcolato la società di consulenza manageriale Oliver Wyman in collaborazione con Morgan Stanley nel suo ultimo report, intitolato “Steering Through The Next Cycle”.

La buona notizia per il settore consiste nelle riserve di capitale accumulate in passato per far fronte agli shock e incrementare la resilienza. Quella cattiva è che la redditività non non è mai stata così bassa alle soglie di una crisi, e le ripercussioni sugli utili potrebbero rivelare delle debolezze strutturali in alcuni modelli di business. L’analisi del report, infatti, suggerisce che lungo tutto il ciclo economico alcune banche potrebbero offrire ritorni inferiori al 5%, ben al di sotto del 10% richiesto dagli investitori.

Come all’indomani della crisi del 2008, dunque, potrebbe rendersi necessario un ulteriore consolidamento del settore bancario attraverso operazioni di fusione ed acquisizione: si tratta di interventi in grado di incrementare la robustezza degli istituti in scenari come quelli attuali.
Oliver Wyman sottolinea infatti sfide come quella del cambiamento climatico che, secondo il report, potrebbe generare fino a 3 punti percentuali di RoE [un indicatore di redditività, Ndr.] di differenza tra le varie banche, per arrivare all’aggressione delle fintech, che attireranno altri 60-120 miliardi di capitali netti nei prossimi 3 o 5 anni.

“In termini strutturali e prospettici, la scala e la necessità di investire in tecnologia continuano ad essere i fattori chiave per garantire la profittabilità del business Corporate e Investment Banking”, ha dichiarato Claudio Torcellan, partner e responsabile Financial Services Sud Est Europa di Oliver Wyman,“la compressione dei ricavi e dei margini conseguente la crisi potrebbero spingere le banche europee a unire le forze per contrastare la potenza di quelle americane, anche a fronte del probabile supporto politico e istituzionale al consolidamento viste le enorme risorse pubbliche messe in campo per contrastare la crisi”.