Banche: chi fa più consulenza riduce liquidità sui conti correnti

10 Maggio 2021, di Alessandra Caparello

Negli ultimi dieci anni, dal 2010 al 2020, la quota di liquidità presso i conti correnti degli italiani, tra famiglie e imprese, è cresciuta di circa il 3% raggiungendo la cifra di 1.750 miliardi di euro.

Da qui molte le banche che hanno deciso di applicare costi aggiuntivi: Fineco ha annunciato di voler chiudere i depositi sopra i 100mila euro e altri intermediari (Banco BPM, BNL, BPER, MPS, Unicredit) preconizzano iniziative simili.

Liquidità: chi fa più consulenza riduce giacenza sui conti

Una ricerca di Excellence Consulting ha rivelato che la capacità delle banche Reti di consulenti finanziari (Fideuram, Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Allianz Bank etc.) di fare consulenza ai clienti sulla gestione della loro ricchezza finanziaria, con conseguente allocazione del patrimonio verso i prodotti di risparmio gestito, ha consentito loro di arginare l’incremento della liquidità.
Così nel 2020 per le Reti di consulenti finanziari la percentuale di quest’ultima rispetto alla ricchezza gestita dei clienti è stata nell’ordine del 16% contro il 38% per il resto del sistema bancario (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, MPS, BPER etc.).

L’incremento, tuttavia, afferma l’indagine di Excellence Consulting ha riguardato tutti i player del mercato: dal 2010 al 2020 per le Reti l’indicatore è salito dal 11% al 16%, mentre per le banche dal 32% a circa il 38%.

Anche all’interno delle Reti, la situazione non è omogenea. Guardando al 2020, a ottenere le performance migliori in termini di quota di liquidità rispetto al totale del patrimonio dei clienti sono state: Azimut (4%), Deutsche Bank (8%), Allianz Bank (9%), Banca Generali (13%), Banca Euromobiliare (13%) e Fideuram (15%). Hanno un peso della liquidità più significativo: CheBanca (35%), Wibida (28%), Fineco (27%), Mediolanum (24%).

“La nostra ricerca – afferma Maurizio Primanni, CEO di Excellence Consulting – dimostra che la liquidità non messa a reddito che giace sui conti correnti degli italiani, oltre che alla paura e all’incertezza nel futuro conseguenti all’emergenza del Covid, è legata anche alla maggiore o minore capacità di fare consulenza da parte della Banca. In particolare, è da segnalare come  il problema dell’eccesso di liquidità sui conti dei clienti riguardi maggiormente le banche commerciali rispetto alle Reti, che beneficiano, oltre al fatto di avere una clientela in media più ricca, anche di una maggiore focalizzazione del loro modello di business verso la consulenza sugli investimenti dei clienti. Interessante anche il fatto che all’interno dell’aggregato delle banche reti la situazione sia disomogenea, con quelle advisor-centriche (Fideuram, Banca Generali, Allianz Bank e Azimut) che risentono del problema dell’eccesso di liquidità in forma molto minore rispetto alle più digitali (Fineco, Widiba e Che Banca).”