Banche, CET1: cos’è e come funziona

7 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Nella stagione delle trimestrali è uno dei dati più attesi da investitori perché serve a valutare la solidità di una banca. Parliamo del CET1, un indicatore principale a cui far riferimento per determinare la robustezza del patrimonio di un istituto bancario.  Vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona.

CET1: cos’è

Il CET1, acronimo di Common Equity Tier 1, in sostanza è il parametro che aiuta a stabilire se un istituto di credito è solido e ci si può dunque fare affidamento, un parametro che rappresenta il rapporto tra il credito a disposizione della banca e le attività calcolate per il rischio. Il CET1 viene utilizzato quindi in sedi istituzionali per compiere analisi sulla robustezza di un istituto o gruppi di essi. Anche l’Eba, l’Autorità bancaria europea, utilizza il CET1 per gli stress test, ossia simulazioni che servono a valutare la capacità di resistenza di una banca ad una serie di situazioni avverse. Dove si trova? Tale valore appare nelle comunicazioni di bilancio e in molti comunicati al mercato degli istituti di credito. In genere più alto è il Cet 1, maggiore è la solidità dell’istituto bancario, mentre tende a peggiorare se la banca ha un portafoglio di crediti deteriorati crescente.

CET1: come funziona

Il CET1 si calcola usando una formula matematica,  rapportando il capitale ordinario versato (Tier 1) con le attività ponderate per il rischio. Secondo le norme della Banca centrale europea, il Cet 1  deve essere superiore all’8%. Ogni banca a inizio anno riceve dall’istituto centrale europeo un livello minimo personalizzato di Cet 1 da rispettare. Se il Cet 1 scende sotto la soglia prefissata, è il segno che la banca deve procedere ad un rafforzamento patrimoniale altrimenti il rischio che si corre è la risoluzione e il bail in.