Banche: cauzione per banchieri e stop ai fidi, la ricetta del governo contro i dissesti

18 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Per i banchieri responsabili di dissesti bancari verranno ripristinate le norme penali vigenti prima del 1992. Questo quanto il governo starebbe studiando per frenare le crisi degli istituti di credito da inserire sotto forma di emendamenti al decreto su Banca Carige.

Proprio per i banchieri responsabili di crisi bancarie si prevede tra l’altro, nel momento in cui assumono la responsabilità della gestione di un istituto di credito, il versamento di una specie di cauzione per garantire gli istituti da loro eventuali errori andando così a creare presso Bankitalia una sorta di Fondo anti-furbetti. I dettagli di quello che verrà a delinearsi come un pacchetto contro i dissesti bancari, a firma M5S li elenca un articolo de Il Sole 24 Ore.

Per quanto riguarda il Fondo, le risorse verranno recuperate, scrive il quotidiano, “con un prelievo del 30% degli emolumenti dei vertici bancari e uno del 3% dell’utile annuale dei singoli istituti per la durata di 5 anni”. Nel decreto Carige inoltre potrebbe approdare anche una norma per impedire la “pressione sulle vendite” dei prodotti finanziari e questo attraverso la punibilità degli amministratori che sollecitano in modo improprio i dipendenti delle banche a vendere prodotti finanziari nascondendo i rischi ai clienti.

Stop anche ai fidi facili concessi ai dirigenti delle banche. L’ipotesi allo studio è di rendere disponibili gli importi e gli estremi di chi riceve i prestiti e di coloro che all’interno della banca hanno autorizzato il finanziamento senza le dovute garanzie. Infine stop anche al meccanismo delle porte girevole, ossia ai cambi di poltrona tra organi di vigilanza delle banche e gli stessi istituti di credito.

“Nel dettaglio, si studia la possibilità di impedire alle figure apicali degli organi di vigilanza – come Banca d’Italia – di intrattenere rapporti d’affari con le banche vigilate. Lo stop potrebbe essere fissato per sei anni dal termine del mandato”.