Economia

Banca San Marino: a salvarla un ingegnere saudita

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Si chiama Mohamed Ali Ismail Turk ed è l’ingegnere saudita che sta per comprare la banca Cis, nella Repubblica di San marino, colmando un buco bancario da 900 milioni, equivalente al Pil del Paese.

Nel cuore di un sistema ormai considerato al collasso alla stampa locale l’ingegnere saudita promette anche altre centinaia di milioni per un aeroporto internazionale della Repubblica di San Marino (ma a Rimini), la costruzione di hotel a cinque stelle e un nuovo ospedale.

Ho scelto di investire qui – ha dichiarato a un giornalista del posto – perché affascinato dalla storia e dalla tradizioni del vostro splendido Paese.

Nella storia di Mohamed Ali Turki nessun scandalo o problema finanziario anzi il paperone saudita promette di versare risorse pari a metà del prodotto interno lordo nazionale per il paese al collasso. Ali Turki però non è il solo interessato ad investire nella rocca del Titano.

Di recente la banca centrale di San Marino è stata avvicinata da molte figure che si dicevano disposte a investire molto denaro nella minuscola repubblica tra cui una società di riassicurazione panamense e un operatore nigeriano in rappresentanza di una società olandese con sede a Dubai, tutti soggetti che si sono volatilizzati non appena la banca centrale ha iniziato a chiedere i piani industriali e soprattutto le garanzie anti-riciclaggio.

Ma perché Sa Marino è così attraente per gli investitori stranieri? Può essere per la sua una particolarità di far parte dell euro e dell’unione doganale europea ma non è soggetto a nessun vincolo di controllo e trasparenza dell’Italia o della Germania.

Il paese però è stato travolto dal dissesto finanziario e il problema del governo del Titano è che nonostante tutto non accetta aiuto dalle istituzioni internazionali o da operatori trasparenti di mercato aggravando la situazione.