Banca Popolare di Bari: orgoglio meridionale

31 Agosto 2017, di Francesco Melillo

La Banca Popolare di Bari negli ultimi decenni si è resa protagonista dell’economia del sud Italia e soprattutto della Puglia (regione meridionale maggiormente virtuosa negli ultimi anni), con numeri in costante crescita nonostante la crisi.

Si sono susseguite negli anni numerose acquisizioni di piccole e medie realtà bancarie, si vedano le ultime quali la nota Tercas sull’orlo del collasso salvata proprio grazie all’intervento della Banca Popolare di Bari,  per non parlare delle diverse filiali anche in Campania del vecchio Banco di Napoli senza portare con sè alcun licenziamento, cosa che viste le sovrapposizioni sarebbe stata lecita.

Sintetizziamo le vicende di rilievo degli ultimi anni:

– un deprezzamento delle azioni in una misura piuttosto contenuta stante lo scenario globale il cui valore a differenza del passato ha superato le valutazioni di agenzie internazionali del livello di Deloitte e PWC;

– un aumento di capitale per l’acquisizione di Tercas;

– una ingente contribuzione sul fondo Atlante;

– il tentativo/obbligo di trasformazione in S.p.A. interrotto visto il mutamento del quadro normativo;

– tra le prime banche italiane ad aderire alla GACS con successo per lo smaltimento di NPL.

Si leggono sui giornali articoli circa una normale indagine della magistratura a seguito di un dipendente licenziato per giusta causa e confronti con Popolare di Vicenza e Veneto Banca, banche con conti in profondo rosso.

Stante i dati disponibili, è piuttosto allucinante leggere tutto questo, dai dati emerge che la Popolare di Bari è:

– una banca in espansione;

– con bilanci in attivo;

– utili in crescita;

– raccolta in crescita;

– NPL in riduzione;

– impegno nel sociale con il terremoto e con i giovani;

– debutto sul mercato competitivo delle banche online.

Perchè allora si legge tutto questo?

Il mercato della finanza oggi è tristemente governato da leggi molto più globali, dove le operazioni di merge and acquisition sono il driver di tutte le scelte. La Banca Popolare di Bari con la sua dote potrebbe essere un oggetto del desiderio da parte di grandi gruppi italiani (o forse anche stranieri), per cui come è successo negli ultimi dieci anni  per molte aziende vengono prima ostacolate, fatte cadere e poi acquistate ripulite a prezzi più bassi, secondo il pattern che si sta materializzando che Francia e Germania fanno acquisti in Italia ed il nord Italia depredato fa acquisti nel sud Italia?

E’ una possibile ipotesi…il cui prezzo rischierebbe di essere pagato principalmente da contribuenti ed azionisti che magari ingenuamente potrebbero anche dar ascolto ai rumors infondati dando anche loro un colpo alla banca che si indebolirebbe ulteriormente.

Meditate gente, meditate!

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate