Banca Etruria: risparmiatori fregati un’altra volta da Bankitalia

13 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Continua a tenere banco la vicenda delle quattro banche salvate dal Governo sulle spalle dei risparmiatori. L’ultima notizia beffa per i risparmiatori arriva da Bankitalia che avrebbe silurato i vertici della bad bank dei quattro istituti per problemi interni al cda e sostituito con figure che arrivano nientedimeno che d Carichieti, anch’essa fallita.

Ma andiamo per ordine. Risale al 5 luglio un comunicato pubblicato sul sito della Banca d’Italia viene in cui in poche righe si annuncia la nomina del nuovo cda della Rev gestione Crediti con presidente Maria Teresa Bianchi, ad Salvatore Immordino e consigliere Andrea Resti. Ma chi è la Rev Gestione Crediti? Non è altro che la bad bank in cui sono state accumulate le sofferenze delle quattro banche salvate dal governo, banca Etruria, Banca marche, Cariferrara e CariChieti.

Un cambio di vertice della Rev che arriva sette mesi dopo la nomina da parte di Ignazio Visco di altri soggetti di un certo rilievo, come Livia Pomodoro – magistrato alla guida del tribunale di Milano per anni  – nel ruolo di presidente e Claudio Corsini – già direttore generale della Cassa di Asti e poi ad del Banco di Desio e Lazio –  nel ruolo di amministratore delegato. Come scrive Franco Bechis su Libero Quotidiano:

“Una personalità di garanzia come la Pomodoro serviva a rassicurare le migliaia di investitori che erano stati truffati e avevano perso tutti i loro risparmi con quei decreti di risoluzione (e lei infatti li ha incontrato più volte in questi mesi). Un manager come Corsini aveva il compito di vendere al meglio i crediti in sofferenza per trovare anche eventuali risorse utili ad affrontare il capitolo risarcimenti che in un modo o nell’ altro si sarebbe aperto (o con i decreti del governo, o con eventuali cause giudiziarie e azioni di responsabilità)”.

Ebbene dopo circa 6 mesi i due sono stati mandati a casa e il nnuovo cda della Rev arriva integralmente da una delle quattro banche in risoluzione, la Cassa di Chieti e che qualche conflitto di interessi potrebbe anche evocare. E mentre da banca d’Italia le bocce sono cucite, a spiegare come sono andate le cose ci sono i verbali dei consigli amministrativi della Rev – svelati da Libero che mettono in luce un conflitto interno tra la Pomodoro e Corsini.

 “Il consiglio della bad bank è saltato dopo sei mesi di litigi fra presidente e amministratore delegato, nell’ inerzia di Banca d’ Italia che non aveva idea per chi dei due parteggiare e nel dubbio ha scelto di mandare a casa entrambi. Anche se dalle carte sembra di intravedere una vera e propria guerra tentata con la struttura interna dall’ ad nei confronti del presidente Pomodoro e dei collaboratori che la affiancavano (…) Invece di pensare di correre come la luce per avere al più presto risorse con cui rimborsare i truffati, si stava vivendo in Rev una incredibile battaglia interna su deleghe e poteri dell’amministratore delegato. Qualche avviso della frizione si intuisce per la prima volta nel verbale del consiglio di amministrazione del 18 febbraio scorso”.

Una situazione incandescente che scoppiò quando il terzo consigliere, Marcello Villa, fu sostituito dalla professoressa Maria Teresa Bianchi, a quell’epoca membro del collegio sindacale della Cassa di Chieti, una delle quattro banche in risoluzione. La presidente Livia Pomodoro – preoccupata per il possibile conflitto di interessi – aveva chiesto alla nuova consigliera almeno una dichiarazione in cui attestava “che il rapporto attualmente intrattenuto con CariChieti quale membro del collegio sindacale non è tale da condizionare l’ autonomia di giudizio della stessa professoressa”.

“Un atto appena normale, vista la miriade di conflitti di interesse che aveva accompagnato fin dal primo giorno la vicenda delle banche in risoluzione. Ma non deve essere stato preso troppo bene. Si è poi passati ad altro punto dell’ ordine del giorno. L’ amministratore delegato, Corsini, ha spiegato che a due mesi di distanza dalla nascita della bad bank non erano stati ancora trasferiti i crediti in sofferenza da vendere, di cui per altro «era conosciuto l’ elenco, ma non il loro valore».

Si arriva così alla resa dei conti il 28 maggio in cui l’ad Corsini Manifesta “evidenti segnali di insofferenza inerenti la governance di Rev” e la stessa presidente Pomodoro chiede le sue dimissioni. A godere della situazione è la terza incomoda,  Maria Teresa Bianchi che dinanzi a Bankitalia ha accusato sia la Pomodoro che Corsini di non aver saputo trattare in modo efficace i problemi tecnici. Una presa do posizione che è molto piaciuta a Ignazio Visco che l’ha eletta nuovo presidente del Rev.

“Per sette mesi la Banca d’ Italia non sapendo che parti prendere, ha fatto perdere tempo a tutti. Beffando una seconda volta i risparmiatori truffati”.

 

Fonte: Libero Quotidiano