Il piano di Banca Carige è tagliare: via 1000 dipendenti

14 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

GENOVA (WSI) – Mille dipendenti da mandar via e 120 sportelli da chiudere. Questi i numeri pesanti che emergono nel nuovo piano industriale al 2020 che Banca Carige ha presentato stamani.

L’istituto ligure prevede un ritorno all’utile nel 2018 grazie proprio ai tagli  di circa il 20% del personale e del 20% degli sportelli e con la cessione di 500 milioni di euro di prestiti non rimborsabili. Entro la fine del 2018 la banca prevede di ridurre del 54% il suo stock di crediti deteriorati lordi.

Il piano industriale dell’AD Paolo Fiorentino ha così aumentato i tagli di oltre il 100% rispetto a quelli previsti nel piano di febbraio di Guido Bastianin. Banca Carige punta ad un rafforzamento patrimoniale superiore al miliardo di euro attraverso l’aumento di capitale da 560 milioni di euro e un beneficio di altri 480 milioni derivante dall’operazione di Lme (conversione di bond subordinati in bond senior) e dalla cessione di asset.

Le intenzioni della banca sono quelle di tornare all’utile netto di 25 milioni di euro nel 2018 e 146 milioni nel 2020, il tutto riducendo il portafoglio dei crediti deteriorati dai 7,3 miliardi del 2016 ai 3,4 miliardi al 2018. La banca deve tornare ad essere solida e profittevole con un Cet1 (indicatore del capitale primario) del 13,9%, e questo obiettivo passa anche dai sacrifici chiesti ai dipendenti.

“Siamo fiduciosi rispetto alla possibilità di rilancio anche se con alcune condizioni dolorose. Il piano è incentrato su una grande pulizia per voltare pagina, attraverso un importantissimo rafforzamento patrimoniale da oltre un miliardo”.

Così Paolo Fiorentino, ceo di Carige, in apertura della presentazione del piano al 2020 che traina al rialzo le azioni della banca a Piazza Affari e a metà seduta segna +4,56%.