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Azimut accelera verso il 2026: nel mirino 10 miliardi di raccolta e 550 mln di utile

Azimut guarda avanti e fissa l’asticella già dal 2026. Il gruppo attivo nella consulenza finanziaria e nel risparmio gestito ha indicato per quest’anno, in condizioni di mercato normali, una raccolta netta totale pari a 10 miliardi di euro e un utile netto di 550 milioni di euro, al netto delle componenti straordinarie. Target ambiziosi, che arrivano dopo un 2025 archiviato con numeri record e che rafforzano la fiducia del management nella sostenibilità della crescita del gruppo.

Non solo. Forte di una performance operativa solida e di una posizione patrimoniale robusta, il Consiglio di Amministrazione intende proporre all’Assemblea degli Azionisti del 2026 una politica di dividendo ordinario per l’esercizio 2025 superiore a quella dello scorso anno, quando la cedola era stata pari a 1,75 euro per azione con un payout del 61% sull’utile netto ricorrente.

Azimut: i dati del 2025 superano le attese

I target 2026 poggiano su basi molto concrete. Sulla base dei primi dati di sintesi e delle stime disponibili, Azimut prevede infatti di chiudere il 2025 con un utile netto oltre i 515 milioni di euro, superando il target di oltre 500 milioni che era stato aggiornato lo scorso novembre. Un risultato che conferma la capacità del gruppo di crescere anche in un contesto di mercato non sempre lineare.

A trainare i conti è stata soprattutto la raccolta. Nel 2025 la raccolta netta totale si è attestata a 32,1 miliardi di euro, in aumento di 1,8 volte rispetto al 2024 e addirittura di 4,7 volte rispetto al 2023. Un dato che non solo supera la forchetta-obiettivo compresa tra 28 e 31 miliardi, ma rappresenta anche la miglior performance annuale nella storia del gruppo. Un exploit che vale ad Azimut, per il secondo anno consecutivo, il primo posto nella classifica degli operatori italiani per flussi.

Le masse totali hanno raggiunto quota 140,9 miliardi di euro a fine 2025, in crescita del 31% rispetto a fine 2024. Di queste, il 52% fa riferimento al business estero, un dato che fotografa bene la trasformazione di Azimut in un player sempre più globale.

Spinta internazionale e operazioni strategiche

Il 2025 è stato anche l’anno di una forte accelerazione sul fronte dell’espansione internazionale e delle operazioni di M&A. Negli Stati Uniti, Azimut ha rafforzato la propria presenza lungo tutta la catena del valore: è diventata azionista di maggioranza di Kennedy Capital Management, ha incrementato il controllo in HighPost Capital nel private equity e venture capital e ha completato l’acquisizione del 100% di North Square Investments, lanciando la piattaforma multi-boutique Azimut NSI.

Grazie a queste operazioni, gli Stati Uniti sono oggi il secondo mercato più rilevante del gruppo dopo l’Italia, con circa 53 miliardi di dollari di masse gestite attraverso una piattaforma integrata che copre gestione, distribuzione, wealth management e investimenti alternativi. In America Latina, invece, l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza in Knox Capital ha rafforzato il posizionamento nel segmento Private e UHNW in Brasile.

Sul piano geografico, Azimut ha avviato le attività in Marocco con un investimento strategico in Red Med Capital e ha ottenuto l’autorizzazione a operare come gestore patrimoniale locale in Arabia Saudita. Il gruppo, primo e unico operatore italiano del risparmio gestito presente in 20 Paesi, guarda ora anche all’Asia: nei prossimi mesi è atteso l’avvio di una nuova iniziativa industriale in un’area dove Azimut gestisce già circa 3 miliardi di euro di masse tramite gli uffici di Singapore, Shanghai, Hong Kong e Taipei.

Non sono mancate, infine, operazioni di valorizzazione nei mercati privati, con exit selettive come la cessione della partecipazione in RoundShield Partners, che hanno generato ritorni significativi e distribuzioni di capitale ai clienti. Prosegue inoltre il progetto TNB, con l’estensione dell’accordo di esclusiva con FSI e l’obiettivo di completare l’operazione nel corso del 2026, previa autorizzazione delle autorità competenti.

Il Piano Elevate 2030 e la visione di lungo periodo

Tutti questi tasselli confluiscono nel piano strategico Elevate 2030, già presentato al mercato per la componente internazionale. L’obiettivo è ambizioso: raddoppiare entro il 2030 le masse medie estere, portandole dagli attuali circa 56 miliardi a una forchetta compresa tra 95 e 110 miliardi di euro, mantenendo una marginalità core tra 30 e 40 punti base. La crescita si fonda su quattro verticali di business – Integrated Solutions, Global Wealth, Institutional & Wholesale e Strategic Affiliates – e prevede, per la sola piattaforma internazionale (Italia esclusa), una raccolta netta annua tra 5 e 8 miliardi fino al 2030.

«In linea con la nostra consolidata tradizione di crescita, il 2025 si è concluso con il superamento del target di utile, previsto a oltre 515 milioni euro, confermando la solidità e la capacità di azione di Azimut», ha commentato Alessandro Zambotti, CEO e CFO del Gruppo. «Parallelamente abbiamo conseguito la miglior raccolta netta della nostra storia a 32 miliardi di euro, risultato ottenuto grazie alla sinergia tra il global team di gestione e i canali distributivi in Italia e all’estero, al valore delle partnership e anche alle acquisizioni strategiche che hanno rafforzato la nostra presenza negli Stati Uniti e in Brasile». Un percorso che, secondo Zambotti, «costituisce il presupposto per gli obiettivi 2026, fissati in 10 miliardi di euro di raccolta e 550 milioni di euro di utile netto».

Sulla stessa linea Giorgio Medda, CEO del Gruppo, che guarda alle prossime leve di sviluppo: «Siamo pienamente focalizzati sulla crescita di Azimut attraverso una continua innovazione di prodotto, a supporto del nostro modello distributivo globale e multicanale». Tra le novità in arrivo, l’avvio della raccolta su due nuove strategie globali nei private markets – HIPstr II negli Stati Uniti e Secure Europe Technologies – e lo sviluppo dell’offerta di consulenza evoluta Azimut Next Generation Advisory. «Il piano di crescita globale Elevate 2030 è la sintesi delle nostre ambizioni», conclude Medda, «e rappresenta un potente motore di crescita per risultati concreti e sostenibili».