Austerity riduce i debiti: una vera menzogna

20 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Le misure di austerity fanno male, e non solo ai cittadini. Molti governi europei, compreso quello italiano, hanno fatto ingoiare una medicina molto amara ai loro cittadini, tentando di convincerli sulla necessità di adattarsi, in vista di un futuro migliore.

E su questo futuro migliore sembrano davvero crederci, visto che lo stesso premier italiano Mario Monti ha affermato che le finanze italiane sono sane, che gli investitori stanno tornando in Italia e che il governo, con il lavoro degli ultimi dodici mesi, ha evitato il disastro totale.

Troppo ottimismo? In definitiva, siamo sicuri che le cose andranno meglio? Ecco le prove che dimostrano come queste pillole amare, alla fine, avranno solo l’effetto di strozzare l’economia e di rendere vani i sacrifici di milioni di cittadini.

L’AUSTERITY NON DIMINUISCE IL DEBITO, LO AUMENTA

I vari governi europei, sposando la linea dura – sulla scia delle manovre di lacrime e sangue che sono state invocate prima di tutto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel – sono convinti che il risanamento dei conti sarà raggiunto.

Ma uno stesso studio pubblicato alla fine di ottobre dal National Institute of Economic and Social Research mette in evidenza che, l’austerity si autodistrugge, quando si tratta di abbassare il rapporto debito/Pil. Non ci vuole un grande matematico, infatti, per comprendere come, almeno nel breve termine, le misure mettano sotto pressione la crescita, aumentando il rapporto, e non diminuendolo, almeno di questi tempi. In tempi normali, invece, le cose non andrebbero proprio così: di fatto, il consolidamento fiscale, ovvero la riduzione del deficit fiscale, davvero riuscirebbe a ridurre il rapporto di cui sopra.

Ma in tempi normali ci sarebbe anche un insieme di manovre di allentamento monetario; il punto, invece, nella situazione attuale, è che più di tanto non si può fare, visto che i tassi di interesse sono già a livelli eccezionalmente bassi e che la Bce, nonostante i suoi sforzi, rimane riluttante ad adottare quelle misure di quantitative easing che portano la firma della Fed. (A tal proposito il fondo obbligazionario Pimco afferma che la Bce dovrebbe prendere esempio dalla Fed, e sostiene che alla fine la politica monetaria della Bce sia molto più restrittiva di quanto possa sembrare”.[ARTICLEIMAGE]

L’AUSTERITY SOFFOCA LA CRESCITA

I cittadini che si trovano ogni giorno a farsi i conti in tasca lo sanno già da tempo: ma il punto è che non solo la crescita del Pil diventa debole, peggiora anche. “In alcune parti dell’Europa la situazione economica si sta trasformando da negativa a catastrofica – commenta Douglas McWilliams, responsabile e coautore dello studio del Centre for Economics and Business Research – Esiste il pericolo che i problemi economici si traducano nello sfilacciamento dei tessuti sociali in diverse aree europee, con il tasso di disoccupazione in aumento e i governi che rimangono senza soldi”.

L’AUSTERITY PROVOCA LA PERDITA DEI POSTI DI LAVORO

I tagli dei governi hanno provocato licenziamenti nei settori pubblico e privato. Questo è sotto gli occhi di tutti. Quanto è meno noto è che la situazione rischia di andare avanti in questo modo per anni, avendo ripercussioni soprattutto sui più giovani.

Più del 23% dei giovani al di sotto dei 25 anni nell’Eurozona è senza lavoro. In paesi come la Grecia e la Spagna, più della metà di questa fascia è disoccupata. Nel 2011, soltanto il 34% dei giovani in Europa aveva un occupazione, al minimo mai segnalato dall’Eurostat.

Uno studio della European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, dell’Unione europea, rileva quanto sia grave il fenomeno dei NEET, ovvero dei giovani che non hanno un ruolo “nell’occupazione, nell’istruzione e nel training”.

Dallo studio risulta che il costo economico dei giovani disoccupati in Europa, relativo al 2011, è stato di ben 153 miliardi di euro, una stima conservativa che corrisponde all’1,2% del Pil.

Ma i costi maggiori sono quelli sociali: i cosiddetti Neets avranno infatti sempre più difficoltà a trovare lavoro, correranno maggiori rischi di soffrire alienazione e insoddisfazione generale e, molto probabilmente, diventeranno quelli che lanciano bottiglie nelle manifestazioni contro l’austerity.

Per contattare l’autore di questo articolo scrivere a lauranaka@wallstreetitalia.com.