Aumento capitale Veneto Banca: strane manovre, ispezione Consob

16 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

Alcuni membri del vecchio gruppo dirigente di Veneto Banca starebbero cercando d’influenzare il corso dell’aumento di capitale in corso per l’istituto, nel tentativo di mantenerne il controllo. L’allarme lanciato dal neo presidente della banca, Stefano Ambrosini, è stato raccolto dalla Procura di Roma e dalla Consob.

A far drizzare le antenne è stata un’esternazione del presidente dell’associazione “Per Veneto Banca”, Bruno Zago, che lo scorso 9 giugno aveva detto che erano state raccolte “sottoscrizioni ed impegni di sottoscrizioni dell’aumento di capitale già vicine ai 600 milioni” dalla “platea dei soci”. Il sospetto è che alcune delle identità sottostanti a questo denaro siano vicine a quelle dell’ex dg Vincenzo Consoli, indagato per ostacolo alla vigilanza e per aver falsato i valori patrimoniali della banca. Gia l’ex presidente Pierluigi Bolla aveva paventato, circa un mese fa, che proprio Consoli stesse lavorando dietro le quinte attraverso le associazioni (“Molti dei candidati sono vicini all’ex amministratore delegato”, aveva detto Bolla). L’aumento di capitale da un miliardo, se quanto detto (e poi smentito) da Zago fosse vero, potrebbe lasciare la maggioranza nelle mani dei vecchi azionisti facendo “di fatto sfumare l’intervento di Atlante – vincolato al raggiungimento del 50,1% del capitale – mettendo la banca a rischio bail in”, scrive il Fatto Quotidiano.
In seguito ai rinnovati sospetti sulle possibili influenze esercitate su Veneto Banca, il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, ha sentito il presidente Ambrosini; mentre la Consob ha disoposto un’ispezione attraverso il nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza.