Aumenta ancora la pressione fiscale, pesa la Tasi

20 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Se la crescita vera e propria ancora non si vede in Italia è anche colpa del carico fiscale. L’anno scorso, per effetto dell’introduzione della Tasi, l’odiata tassa sulla casa, è aumentato il peso complessivo sulle famiglie italiane.

Lo rileva il rapporto annuale dell’Istat.

La pressione del fisco, se si include nei calcoli anche le imposte sull’abitazione nel 2014, è salita ancora, di tre decimi di punto al 16,3% del reddito lordo disponibile, a causa della Tasi, “compensando così quasi interamente il calo di quattro decimi determinato dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa l’anno precedente”.

Secondo Confartigianato “la priorità assoluta va data alla riduzione del peso delle tasse. Per continuare poi sui fronti della burocrazia, del credito, del mercato del lavoro, delle infrastrutture, dell’innovazione, dei ritardi di pagamento della P.A”.

Lo ha dichiarato il presidente dell’associazione degli artigiani, Giorgio Merletti. “Tra il 2005 e il 2015 l’Italia, tra tutti i paesi europei, ha subito il maggiore aumento della pressione fiscale: il risultato è che oggi paghiamo 29 miliardi di tasse in più rispetto alla media Ue, pari ad un maggior costo di 476 euro pro capite”.

Soltanto la tassazione immobiliare è passata dai circa 10 miliardi dell’Ici del 2011 ai quasi 25 miliardi del gettito Imu e Tasi del 2014, con un incremento del 153%.

(DaC)