Attenti al dollaro: vendere o comprare?

27 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Giornata particolarmente tranquilla a causa della liquidità rarefatta, ma gli investitori stanno cominciando a preparare i colpi in canna in attesa del ritorno di molti operatori atteso per il prossimo lunedì. Poche novità dal punto di vista macro che hanno effetti sulle valute, mentre le borse continuano i propri movimenti in base ai diversi rumor sul potenziale imminente tapering del QE a stelle e strisce (Italia a parte, dove la situazione Paese sta pesando sull’indice, ma non c’è bisogno che questo ve lo diciamo noi).

USA: brutti dati e dollaro venduto, ma…

Ma non per lungo tempo. Cosa c’è di buono, chiaramente quando cerchiamo di interpretare la situazione al fine di investimento, e cosa di meno buono nei movimenti di ieri? I fattori positivi da rilevare e sottolineare sono, a nostro avviso, due. Il primo si ritrova nel fatto che il dollaro americano è stato venduto ancora contro tutte le principali valute, senza poi rompere i propri supporti per recuperare nel corso della seconda parte del pomeriggio, il che ci fa capire come le correlazioni di brevissimo individuata siano rimaste valide anche durante la giornata di ieri.

Non grandissimo motivo di giubilo, lo riconosciamo, in quanto stiamo operando non considerando questo aspetto dal punto di vista decisionale, ma il fatto che queste deboli correlazioni stiano perdurando da tre giornI non può comunque essere ignorato, all’interno del processo di analisi che tende a farci comprendere la geometria dei flussi di capitali.

Il secondo riguarda le caratteristiche di questi movimenti, che cambiano a seconda del rapporto valutario in esame. Se ci concentriamo sulle currency pairs che compongono il DJ FXCM Dollar Index notiamo infatti come le reazioni, a livello di volatilità (e dunque di strada percorsa dal cambio sulla reazione al dato), abbiano cominciato a mostrare movimenti che rispecchiano le condizioni di liquidità sui diversi fronti.

Ci spieghiamo meglio (può aiutarvi nell’interpretazione guardare dei grafici a 5 minuti tornando alle ore 14.30 di ieri, se non avete seguito la price action). I movimenti nei dintorni del dato sugli ordinativi dei beni durevoli, che ha mostrato un -7.3% contro un precedente +3.9% per il mese di luglio, hanno visto dapprima un movimento a rialzo del dollaro americano, che poi è andato ad essere venduto a mani basse come visto.

Rialzo USD Ribasso USD (numero di pips)
EUR 13 37
JPY 6 40
GBP 15 55
AUD 0 65

Rapporti di volatilità tra componenti USDOLLAR

Se guardiamo questa semplice tabella ci accorgiamo di come, in base alla liquidità presente su ogni cambio, i movimenti siano stati più o meno profondi (cambi più liquidi tendono a muoversi di meno, soprattutto in condizioni di concomitanza di decisioni nel vendere il dollaro americano, non importa contro quale valuta). A parte il rialzo del dollaro pre dato abbastanza confuso, se ci concentriamo sulla vendita vediamo come a partire dal cambio più liquido preso in esame (EurUsd) fino ad arrivare al meno liquido (AudUsd) i movimenti cominciano ad avere senso e questo ci è utile, se ripetuto nel tempo, a livello operativo per cogliere ritardi di movimento su alcuni di questi cambi.

I fattori negativi risultano invece dalle borse che non hanno reagito nella maniera in cui ci si poteva aspettare, ma ieri abbiamo sottolineato in maniera molto forte, se vi ricordate, proprio il fatto di porre attenzione soltanto ai potenziali aumenti di volatilità derivanti dal versante macro e di lavorare in base ai livelli tecnici in quanto le pubblicazioni macroeconomiche avrebbero potuto portare effetti direzionali “logici” soltanto sul fronte valutario.

Continuiamo a seguire il mercato utilizzando le logiche esposte, ben consci del fatto che tutto può cambiare in fretta, come spesso accade ultimamente. Più che mai, di fronte ad una concomitanza di fattori interessanti (liquidità in rientro ma lontana da buoni livelli, inizio di correlazioni tra valute ed incertezza su politiche monetarie) raccomandiamo attenzione al risk reward da assegnare ad ogni operazione (almeno di 1 a 2), al money management e alla leva finanziaria, in considerazione del fatto che alle ore 10.00 verranno rilasciati i dati sull’IFO tedesco (che potrebbe portare a reazioni isolate sulla moneta unica europea e sui suoi cross, sui quali possono nascere movimenti interessanti da poter essere sfruttati – quando i cambi principali si decorrelano nel brevissimo i risultanti delle moltiplicazioni tra i due (EurUsd*UsdJpy=EurJpy) o delle divisioni tra di essi (EurUsd/GbpUsd=EurGbp) possono essere davvero interessanti) e che alle ore 16 verranno rilasciati i dati sulla fiducia dei consumatori americani, in grado di portare a reazioni globali sul greenback.

QUADRO TECNICO

EurUsd: la moneta unica europea ha tentato il raggiungimento dei supporti che cominciavano a passare a 1.3350 per ripartire e mantenersi in una fase laterale lievemente decrescente abbastanza precisa. La figura a bandiera individuata ha portato alla rottura rialzista ed al raggiungimento di 1.3400, che risulta il livello principale da seguire per tentativi di raggiungimento di 1.3450, da valutare sopra 1.3425, mentre il fatto che il mercato stia segnando massimi lievemente decrescenti e minimi statici ci fa pensare che si possano tentare attacchi ai supporti che, se superata area 1.3335 potrebbe portare ad accelerazioni verso figura (se superata di una ventina di punti potrebbe lasciare spazio a buona salite del dollaro).

UsdJpy: siamo in procinto di un incrocio delle medie oarie a ribasso, il che potrebbe suggerire potenziali movimenti ribassisti, da valutare il pull back della media a 21 nel caso in cui l’incrocio avvenga effettivamente. Non è da escludere dei tentativi di approfondimento verso 97.70, area dove passa la parte bassa del canale ribassista intrapreso dal cambio e che si posiziona sotto gli importanti supporti statici passanti tra 97.90 e 98.05. Qui si potranno eventualmente valutare tentativi di pull back verso la parte alta del canale, sui quali valutare tutte le resistenze presenti per pensare a nuovi acquisti di yen. Sopra 98.60 lo scenario potrebbe cambiare.

EurJpy: situazione simile al papà UsdJpy per il cross EurJpy, con potenziali estensioni dei ribassi verso 130.75. Sotto questo livello, se non dovessero formarsi divergenze rialziste orarie, è possibile attendersi tentativi di estensione verso 130.40, area di supporto molto importante data da punti precedenti. Dovesse tenere l’area di ¾, il mercato potrebbe tentare rialzi sui quali valutare potenzialmente vendite di euro in caso di presenza di resistenze valide.

GbpUsd: continuiamo a mantenerci su un grafico a 4 ore per quanto riguarda la sterlina e non cambiamo il quadro tecnico visto ieri. Qui, ci troviamo sopra la media a 100 periodi e nei pressi di un’area di supporto statica abbastanza importante, data da punti precedenti, che potrebbe fornire dei buoni spunti di acquisti di sterlina, per rivedere i prezzi in area 1.5620 ed eventualmente, in caso di superamento di 35, verso 70. Non dobbiamo tuttavia escludere la possibilità di tentativi di approfondimento a ribasso, che si potrebbero considerare sotto 1.5525 con 1.5500 da spartiacque tra una ripresa ed una discesa verso 1.5440 (quindi abbastanza consistenti), sui quali potrebbe ancora formarsi una divergenza rialzista a 4 ore, anche se lo stocastico sta mostrando movimenti abbastanza lenti.

AudUsd: tenuta di area 0.9065 per l’australiano che si è riportato verso i target di 0.9015, area che quando superata ha portato direttamente sotto la figura, con estensioni che potrebbero raggiungere area 0.8940 dato il superamento dello 0.8970 visto ieri. Questo 0.8940 rappresenta il supporto più importante da valutare in quanto statico e più recente degli altri, ma un suo superamento non dovrebbe essere considerato come definitivo fino al passaggio eventuale di 0.8920, che però trova ostacoli intorno a 0.8900/0.8905. Forte area di supporti statici precedenti dunque, che potrebbe portare ad una frenata del movimento da un momento all’altro ma che se superata può portare ad accelerazioni verso 0.8870 e 0.8850. In caso di tenuta dei supporti, a partire del 40, il mercato potrebbe tentare delle ripartenze verso la media a 21 oraria.
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