Astaldi punta a salvataggio Salini Impregilo entro marzo

20 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Dopo il ritiro dei giapponesi di IHI, la proposta di Salini Impregilo per il salvataggio di Astaldi è sul tavolo del Tribunale di Roma. Lo dicono indiscrezioni stampa secondo cui l’accordo arriverà entro marzo.

L’offerta presentata dal gruppo guidato da Pietro Salini prevede il rafforzamento patrimoniale della società e la gestione “in continuità”. Astaldi ha reso noto il patto parasociale stretto tra l’azionista di maggioranza FINAST e Salini Impregilo che hanno ad oggetto un numero di azioni detenute direttamente ed indirettamente da FINAST che garantisce sino al 69,055% dei diritti di voto.

Nel dettaglio i patti prevedono che FIN.AST si impegni a sostenere il piano di concordato presentato in Tribunale, inclusa l’approvazione di un aumento di capitale riservato a Salini Impregilo per un ammontare di 225 milioni, con prezzo di emissione pari a 0,23 euro, che sarà a servizio del piano di concordato e per il rimborso dei debiti privilegiati e prededucibili. Dal canto suo, Salini Impregilo potrà chiedere la sostituzione fino a tre consiglieri non indipendenti di Astaldi, diversi dal Presidente e Amministratore delegato, “scelti da primaria società di recruiting nell’ambito di profili dotati di alta professionalità”.

Il piano di Salini Impregilo dovrebbe concretizzarsi nel 2020, trattandosi di “un’operazione di sistema volta anche a consolidare il settore delle grandi opere e delle costruzioni in modo da garantirne stabilità e sviluppo, continuità dei lavori di opere anche strategiche, rafforzamento delle capacità progettuali e industriali tali da proiettare la società così rafforzata in un futuro da protagonista in Italia e all’estero”, scrive la società nella sua nota.

Nel frattempo Cassa Depositi e Prestiti potrebbe essere il coinvestitore di lungo periodo. La Cassa ha infatti inviato una comfort letter al Consiglio di amministrazione di Salini Impregilo a sostegno della sua offerta per Astaldi come riporta Il Messaggero, precisando che la lettera di CDP è simile a quelle delle banche ed esplicita “l’interesse a esaminare un approfondimento del piano”.