Assogestioni: finale d’anno in corsa per la raccolta fondi. Nuovo record per le masse

18 Febbraio 2020, di Mariangela Tessa

Finale d’anno in accelerazione per l’industria del risparmio gestito nel 2019. Come indicano i dati diffusi da Assogestioni, nel quarto trimestre dell’anno la raccolta netta è risultata positiva per 17, 7 miliardi di euro, in  crescita dai +10 miliardi nel terzo trimestre mentre le masse hanno superato la soglia di 2.300 miliardi, segnando il nuovo massimo storico di 2.306 miliardi (da 2.284 miliardi a fine settembre).

Le gestioni collettive registrano movimentazioni per +7,3 miliardi (dopo +4,5 mld), spinte dai +5,1 miliardi dei fondi aperti (da +4 mld nel terzo trimestre) e con il consistente apporto dei +2,2 miliardi dei fondi chiusi (da +523 mln). Nell’anno la raccolta complessiva del comparto ammonta così a +8,9 miliardi.

Le protagoniste del trimestre sono state, però, le gestioni di portafoglio, che segnano +10,3 miliardi, (dopo +5,5 mld), con il contributo di +5,5 miliardi dalle gestioni di prodotti assicurativi (da +4 mld), di +1,28 miliardi dalle Gp retail (da +273 mln) e di +577 milioni dalle gestioni di patrimoni previdenziali (da +839 mln), mentre la voce ‘altre gestioni’ sfiora +3 miliardi (da +509 mln).

Bilancio per l’intero anno

Il 2019 si è chiuso con un saldo di raccolta del comparto di +67,8 miliardi, che includono per altro circa 53 miliardi per operazioni interne al gruppo Poste a inizio anno.

Il ritrovato ed accresciuto interesse dei risparmiatori nella seconda metà del 2019, dopo un primo semestre decisamente ‘freddo’ , mantiene comunque toni di cautela nelle scelte di investimento, come indica la raccolta netta dei fondi obbligazionari, che segnano +5,2 miliardi nel quarto trimestre (dopo +4,3 mld nel precedente), a un totale sui 12 mesi di +13,6 miliardi.

Sullo sfondo del positivo andamento delle Borse, è d’altro canto via via riemerso nella seconda meta’ dell’anno l’appeal dei fondi azionari che nell’ultimo quarto segnano +3,2 miliardi di raccolta, dopo +127 milioni nel terzo trimestre, il che attenua il ‘rosso’ del saldo 2019, pari a -2,4 miliardi.

In auge fondi bilanciati, indietro fondi flessibili

Sono poi rimasti in auge nel quarto trimestre i fondi bilanciati, con +2 miliardi di raccolta, dopo +1,8 miliardi nei tre mesi a settembre, con un saldo sull’anno di +4,8 miliardi. Sono, per contro, continuate le uscite dai flessibili, che segnano -1,6 miliardi (dopo -3,5 mld) e la raccolta netta del 2019 risulta di -11,2 miliardi. Passo indietro nel quarto trimestre per i fondi monetari, con un saldo di -3,4 miliardi, dopo +1,7 miliardi nel terzo, a un totale sull’anno di +1 miliardo.

Quanto alla nazionalità, resta il segno meno per i fondi di diritto italiano con -1,3 miliardi (dopo -2,5 mld), a complessivi -11,5 miliardi nell’anno. I fondi di diritto estero hanno invece mantenuto la velocità di crociera, con +6,45 miliardi, dopo +6,5 miliardi, a un totale per il 2019 di +16,1 miliardi,

Chiusura d’anno in negativo per la raccolta dei fondi Pir

Sempre quanto riporta Assogestioni, nel quarto trimestre del 2019 la raccolta dei fondi Pir ha segnato un saldo dei flussi pari a -380,4 milioni di euro, dopo -353,7 milioni nel terzo trimestre, a un totale sull’intero anno di -1,1 miliardi.

Il patrimonio promosso dai 69 fondi Pir ammonta a 18,7 miliardi. Si sono attenuati i deflussi dagli azionari, passati a -47,5 milioni (da -105 milioni nel trimestre a settembre), ma il totale sul 2019 e’ negativo per -369 milioni, con masse promosse per 5,2 miliardi (27,9% del totale).