Associazione a delinquere: indagati amici massoni di papà Boschi

11 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

AREZZO (WSI) – Flavio Carboni e Valeriano Mureddu, gli “amici” massoni di Pier Luigi Boschi, padre dell’attuale ministro delle riforme, Maria Elena, figurano nel registro degli indagati della procura di Arezzo, guidata dal Procuratore capo Roberto Rossi. L’accusa è riciclaggio di denaro evaso al Fisco e associazione a delinquere, come riporta Il Fatto Quotidiano.

Ma chi sono Carboni e Mureddu? I due nomi sono spuntati fuori in merito alla vicenda di banca Etruria. In particolare Mureddu avrebbe accompagnato l’ex vicepresidente di banca Etruria, Pier Luigi Boschi a Roma per incontrare Carboni nell’estate del 2014 al fine di individuare, come pare, nomi papabili per un possibile nuovo direttore generale della banca.

Flavio Carboni è un ottantenne faccendiere il cui nome è spuntato nell’inchiesta sul suicidio del banchiere Roberto Calvi,  della P2 e anche della P3, amico di Licio Gelli e di Denis Verdini e in affari anche con l’ex premier Silvio Berlusconi. “Carboni? Una guida, un mentore, un padre”. Così parla il sardo Valeriano Mureddu, autoproclamatosi massone e appartenente ai servizi segreti, cresciuto nella stessa via dove è cresciuto l’attuale premier Renzi con il cui padre, Tiziano, avrebbe stretto, a suo stesso dire, “ottimi affari”.

Entrambi iscritti nel registro degli indagati per associazione a delinquete finalizzata al riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. Ecco cosa hanno scritto i magistrati nel fascicolo.

“Carboni con Mureddu e altre sei persone si sarebbero appropriate di fondi neri creati grazie all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed approfittando della difficile congiuntura economica hanno poi reimpiegato tale provviste nell’acquisizione anche tentata, di grandi aziende (anche attraverso la società Geovision intestata a Mureddu, ndr) che attraversavano un periodo di crisi finanziaria e operano in settori strategici dell’economia nazionale”.

Le Fiamme Gialle  hanno effettuato perquisizioni a tappeto tra Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Veneto, Lazio e Sardegna nonché le sedi di aziende cedute o comprate sia da Mureddu che da Carboni.