Assicurazioni: 2024 di crescita col balzo dei premi vita (+21%), resta gap su coperture danni
Fonte: ufficio stampa ivass
Cresce il peso dell’industria assicurativa italiana sul PIL, ma persiste un divario con gli standard internazionali, soprattutto nella protezione contro i danni. È quanto emerge dalla relazione annuale 2024 IVASS divulgata oggi: i premi totali hanno raggiunto quota 151,4 miliardi di euro (+6,9% sul PIL), trainati dal settore vita e in particolare dal boom delle polizze unit-linked (+59%). Ancora limitata, invece, la diffusione delle coperture danni rispetto alla media tra i Paesi dell’OCSE. I canali distributivi restano dominati da banche, poste e agenti. Numeri positivi e solidi per le assicurazioni italiane, come sottolineato anche dal Presidente Luigi Federico Signorini, che ha presentato la relazione al pubblico.
La fotografia dell’IVASS
In particolare, al 31 dicembre 2024 operano in Italia 89 imprese autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa e riassicurativa, vigilate dall’IVASS: 85 hanno sede legale nel nostro Paese e 4 in Paesi extra SEE. Operano anche imprese con sede in altri Paesi SEE, di cui 895 in libera prestazione di servizi e 92 con rappresentanze, di cui 7 in riassicurazione. La raccolta premi totale delle imprese vigilate dall’IVASS è di 151,4 miliardi di euro, pari al 6,9% del PIL (6,1% nel 2023). I rami vita ne rappresentano il 73%. In Francia, Regno Unito, Stati Uniti e in alcune giurisdizioni europee e asiatiche i premi assicurativi superano il 10% del PIL. In America Latina e in altre economie europee la percentuale è decisamente più bassa. Rispetto al dato medio OCSE, pari al 4,1% per i rami vita e al 5% per quelli danni, in Italia persiste un divario significativo nelle coperture contro i danni.
La solidità e reattività del sistema
“Finora il sistema assicurativo italiano, pur risentendo delle crisi degli anni scorsi, pur esposto alle rinnovate incertezze di oggi, ha mostrato nel suo insieme robustezza e capacità di reagire. Lasciate alle spalle le sfide degli anni scorsi, la fotografia del mercato alla fine del 2024 restituisce un’immagine positiva. Il conto economico è migliorato, il patrimonio si è confermato solido. Il settore cresce: a livello aggregato, l’incidenza dei premi sul PIL è aumentata dal 6,1 al 6,9 per cento. L’utile complessivo delle compagnie assicurative è stato pari a 10,5 miliardi (erano 8 nel 2023). Di essi, 4,5 miliardi erano riconducibili alla gestione danni, i rimanenti 6 alla gestione vita.
Il mercato assicurativo vita
La raccolta premi delle imprese vigilate è di 110,6 miliardi di euro nel 2024, con una significativa crescita (+21,2%), grazie soprattutto al portafoglio unit-linked (+59%). Gli sportelli bancari e postali distribuiscono il 56,6% della raccolta; seguono gli agenti assicurativi (24,7%) e i consulenti finanziari (16,9%). Al 31 dicembre 2024 le imprese italiane offrono 502 prodotti individuali IBIP (Insurance- based Investment Products) in prevalenza a premio unico (390 su 502). Il risultato di esercizio delle imprese vita è di 6 miliardi di euro (era di 5,5 miliardi del 2023); il ROE è positivo (13,3%) per il secondo anno consecutivo, dopo il risultato negativo del 2022 (-0,4%).
Il focus sul segmento danni
Nel 2024 la raccolta delle imprese vigilate è di 47,3 miliardi di euro (+8,8% rispetto al 2023). L’incidenza sul PIL è salita lievemente all’1,9% (1,8% nel 2023). La raccolta premi è cresciuta del 7,5%, raggiungendo i 40,9 miliardi di euro di cui il 42,8% riguarda il comparto auto, il 20,4% il comparto property, il 19,6% la salute e il 10,2% la copertura della r.c. generale. La crescita della raccolta riguarda sia il comparto auto (+8,3%) che non auto (+6,8%) e si conferma anche nel primo trimestre 2025 (10,8 miliardi di euro, +8,5% rispetto al +7,8% nel primo trimestre 2024). La raccolta avviene per il 77,1% tramite agenzie, il 10,4% tramite broker, il 9,8% tramite consulenti finanziari e sportelli bancari e postali, il 2,7% tramite vendita diretta. Il risultato d’esercizio della gestione danni per l’intero sistema è di 4,6 miliardi di euro, con un significativo incremento rispetto ai 2,5 miliardi del 2023. Il ROE è del 13%, in aumento rispetto al 7,8% del 2023. Il ramo r.c. auto ha riportato un utile di 392 milioni di euro, in leggera flessione rispetto ai 593 milioni di euro nel 2023. Il ramo r.c. generale si conferma il più profittevole, con un utile tecnico di 1.015 milioni di euro.
Solvibilità e riserve: bene l’Italia
Il Solvency ratio delle imprese vigilate è del 259,4%, quasi invariato rispetto al 2023 (258,4%). Le imprese vita registrano un incremento (+9%), mentre quelle danni e multiramo scendono leggermente. Il Solvency ratio medio delle compagnie italiane è superiore alla media SEE in tutti i trimestri del 2024. Per le compagnie vigilate da IVASS, le riserve complessive vita costituiscono l’84,6% del passivo, percentuale superiore alla media europea (78%). Nei rami danni, l’incidenza delle riserve sul totale passivo in Italia è del 6,5% rispetto all’8,1% in Francia, al 15,1% in Germania e al 12,5% in Spagna. Il combined ratio medio danni delle imprese italiane è del 94%, migliore della media europea che nel terzo trimestre 2024, ultimo dato disponibile, è del 96%. Nel vita, gli oneri per sinistri salgono a 114,4 miliardi di euro rispetto ai 112,9 miliardi nel 2023, in gran parte riferibili a riscatti.
Il ramo r.c. auto in Europa
Nel 2023, ultimo dato disponibile, il prezzo medio più elevato per la copertura obbligatoria si registra nel Regno Unito (381 euro) e in Italia (286 euro), mentre in Spagna e Francia si osserva il valore minimo (186 euro). I differenziali tra i Paesi sono legati a fattori quali i costi delle riparazioni e i sistemi di risarcimento in caso di lesioni o morte. Il differenziale tra il premio medio r.c. auto pagato in Italia e quello degli altri Paesi si è progressivamente ridotto dal 2012 in poi e addirittura rispetto al 2022; il differenziale si è quasi dimezzato, soprattutto a causa dell’incremento dei premi nel Regno Unito.