Arthur D. Little: Una buona gestione dell’Innovazione aumenta la redditività del 13%

26 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Le performance relative all’innovazione sono attualmente peggiori rispetto allo scorso triennio; tuttavia i top innovator raggiungono ancora 13% punti in più di EBIT rispetto agli innovatori standard. Questi sono alcuni tra i risultati chiave emersi dall’ottava edizione del “Global Innovation Excellence Study” condotto da Arthur D. Little, un’indagine cross-industry focalizzata sui trend e le best practice nella gestione dell’innovazione. Elaborato su oltre 650 risposte fornite da CxOs, lo studio mette in luce una forte relazione tra l’uso di best practice nella gestione dell’innovazione (misurate utilizzando il modello di eccellenza dell’innovazione di ADL) e il raggiungimento di risultati più elevati in termini di innovazione. Confrontando il quartile superiore dei “top performer” con il resto del campione, si nota un divario significativo fino a 13 punti % di EBIT di nuovi prodotti e servizi ed un divario del 30% in termini di “time-to-break”. Tuttavia, “…dal 2010 il divario tra migliori performer e peggiori performer si è ridotto e mantenere un vantaggio in termini di innovazione è sempre più difficile” dice Anders Johansson, responsabile della Practice “Technology and Innovation Managment” di Arthur D. Little. Lo studio identifica quattro modelli cross-industry di gestione dell’innovazione che hanno maggiore impatto sulla performance: comprendere il contributo delle tecnologie strategiche per gli obiettivi aziendali; l’uso strutturato di fonti esterne di business intelligence; reagire ai cambiamenti nei segmenti target attraverso la revisione del portafoglio di prodotto/servizio; mobilitare l’intera organizzazione per sviluppare nuove idee. Lo studio mostra che, a partire dal 2010, si è verificata una significativa riduzione della performance legata all’innovazione, fino al 25%; tuttavia la soddisfazione per il livello di innovazione raggiunto è notevolmente aumentata dal 25% al 42%. Questo può essere determinato dalle condizioni di mercato difficili che hanno costretto le aziende a concentrarsi sulle prestazioni di breve termine. “Capire in quali tecniche di gestione dell’innovazione investire è fondamentale per ottenere un migliore ritorno sull’investimento in innovazione, come pure, alcune pratiche hanno un impatto maggiore rispetto ad altre” afferma Paolo Dutto, Partner della Practice “Technology and Innovation Managment” di Arthur D. Little. “Siamo stati sorpresi dal fatto che molte aziende pensavano che il rilevamento e il monitoraggio delle loro prestazioni in termini di innovazione fosse insoddisfacente, soprattutto quando si può osservare un legame molto chiaro tra la qualità rilevata e il successo nell’ innovazione,” aggiunge Ben Thuriaux-Alemán, Principal dell’ufficio di Londra di Arthur D. Little. Il toolkit sviluppato per lo studio è disponibile per tutte le imprese interessate ad esplorare le proprie prestazioni di innovazione. Si prega di visitare www.adl.com/InnovationExcellence

Sue Glanville/Cate BonthuysSay CommunicationsTel:+44(0)2089716400arthurdlittle@saycomms.co.uk