Arriva la Tobin Tax: come una mini-patrimoniale

6 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tempi bui per i risparmiatori italiani, che vedono evaporare giorno dopo giorno la remuneratività dei loro investimenti sotto il peso delle tasse. Non bastava l’aumento dell’imposta di bollo su conti correnti e conti deposito, adesso è arrivata anche la tanto discussa Tobin Tax sulle transazioni finanziarie relative a titoli azionari.

È meglio allora lasciare il proprio denaro sul conto corrente? Qualcuno comincia a pensare, in effetti, che non valga più la pena di investire le proprie somme se il loro rendimento dev’essere automaticamente decurtato anche del 50% solo per effetto dell’imposizione fiscale. Il Sole 24 Ore ha fatto i conti per capire quale sia il reale effetto delle tasse sul risparmio, arrivando a ipotizzare che si tratti di una vera e propria mini-patrimoniale.

Fughiamo subito ogni dubbio: non è solo responsabilità dell’ultimo Governo, visto che le imposte su questi strumenti finanziari sono lievitate negli ultimi tre anni. Indipendentemente dal colore politico (o tecnico) di chi ha varato questi provvedimenti, il piccolo risparmiatore è comunque la figura più colpita.

La Tobin Tax si applica sugli investimenti di alto livello in titoli azionari, e interesserà davvero una percentuale minima di consumatori. Tuttavia, si aggiungerà appunto all’imposta di bollo su conti deposito, buoni postali e portafogli obbligazionari, salita dal primo gennaio del 50% (dallo 0,1 allo 0,15%). Questi sono gli strumenti di risparmio prediletti dalla maggioranza degli italiani e rischiano però di diventare off-limits.

Questo è il calcolo del Sole: “Su 3 mila euro di titoli, per esempio, la pressione fiscale può arrivare al 50% delle cedole, portando il rendimento netto al di sotto del tasso d’inflazione, 1,49% di guadagni effettivi contro l’1,9% di costo della vita misurato dall’Istat a febbraio”. Se ci si sposta sulle obbligazioni, il carico fiscale arriva anche al 60%. Peccato che queste cifre siano a carico delle fasce medie della popolazione, non certo di quelle più alte verso le quali la politica ha spesso detto che avrebbe usato più durezza.

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