ARNAULT SUBISCE UN ALTRO SMACCO DA GUCCI

21 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Bernard Arnault, presidente di LVMH, rischia di veder trasformata la sua avventura con Gucci in una campagna di Russia.

Il gran patron del lusso francese si trova davanti a due seri grattacapi:

l’interruzione delle trattative con il rivale Pinault per un’uscita dignitosa dal capitale di Gucci;

l’improvvisa cancellazione dell’Ipo di [email protected], la divisione Internet di LVMH.

Arnault aveva tentato il tutto per tutto pur di addivenire a una soluzione onorevole dopo il fallimento della scalata per il controllo della griffe italiana.

LVHM controlla il 20,6% del capitale di Gucci; non abbastanza per far contare la propria voce in consiglio di amministrazione, troppo per stare a guardare.

Arnault accusa Francois Pinault e Domenico De Sole, amministratore delegato di Gucci, di essere responsabile della rottura dei negoziati. Pinault e De Sole girano l’accusa ad Arnault.

I due francesi in realta’ avevano trovato un punto di accordo: Pinault-Printemps-Redoute, che controlla il 42% di Gucci, era disposta a comprare le azioni Gucci da Arnault a $100 ciascuna; il prezzo era sembrato pero’ troppo basso a De Sole.

Sul fronte Internet, la decisione di rinviare “a data da destinarsi” il collocamento in borsa di [email protected] raccoglie le interpretazioni piu’ contrastanti sui mercati finanziari.

LVMH ha diffuso un ermetico comunicato in cui si afferma che la societa’ intende “approfondire le strategie prima di qualsiasi Ipo”, precisando che “dispone dei capitali sufficienti per continuare a operare e a investire in nuove imprese”.