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Il 2025 passerà alla storia come uno degli anni più straordinari per l’argento. Il metallo bianco è balzato di oltre il 2% in una sola seduta, toccando il massimo storico di 57,86 dollari l’oncia, prima di ritracciare leggermente. La performance annuale è impressionante: l’argento ha raddoppiato il proprio valore, superando di gran lunga il rally dell’oro, che pure ha registrato un robusto +60%.
Il metallo è in rialzo da sei sessioni consecutive, segno di una domanda sostenuta e di un crescente interesse da parte degli investitori, soprattutto in un contesto di forte tensione dell’offerta globale.
Il nodo dell’offerta: i caveau di Londra quasi svuotati
Un fattore cruciale del rally è passato quasi sotto traccia: il prosciugamento delle riserve fisiche di argento a Londra. I dati della London Bullion Market Association mostrano che dai 31.023 tonnellate del 2022 si è scesi alle 22.126 tonnellate nel marzo 2025, il livello più basso degli ultimi anni. A ottobre, un ammontare record di argento è affluito a Londra nel tentativo di alleviare la storica stretta di fornitura nel principale hub di trading mondiale.
Questo ha però messo sotto pressione gli altri centri globali: le scorte nei magazzini legati allo Shanghai Futures Exchange sono scese ai livelli più bassi degli ultimi dieci anni, mentre i costi di prestito del metallo su base mensile restano elevati.
La riduzione dell’offerta non si limita ai magazzini: la produzione mineraria globale è in calo da un decennio, secondo il World Silver Survey 2025. America Centrale e Meridionale — aree chiave per l’estrazione — stanno affrontando chiusure di miniere, esaurimento delle risorse e difficoltà infrastrutturali.
Nel frattempo, la domanda industriale dell’argento si sta trasformando. Anche se per il 2025 si prevede una lieve contrazione complessiva, l’utilizzo nei settori strategici — veicoli elettrici, intelligenza artificiale e fotovoltaico — è in crescita esplosiva.
Secondo quanto dichiarato Daniel Hynes, strategist di materie prime presso ANZ Group, all’agenzia Bloomberg., le carenze nel mercato globale, come risultato della recente stretta a Londra, si fanno ancora sentire. L’esperto ha aggiunto inoltre che “con l’oro in una fase di pausa, sembra che gli investitori si siano rivolti all’argento.”
Il quadro è quindi quello di un mercato con disponibilità ridotta, pressioni logistiche e costi di leasing elevati: una miscela che alimenta volatilità e accelerazioni improvvise dei prezzi.
Tassi USA e scelte della Fed: l’argento come asset macro-sensibile
Le prospettive macroeconomiche giocano un ruolo centrale nella recente impennata. Il mercato prezza ormai pienamente un taglio dei tassi da 25 punti base a dicembre da parte della Federal Reserve, complice l’indebolimento del mercato del lavoro e una serie di dichiarazioni accomodanti arrivate dai funzionari della banca centrale.
Inoltre, la pubblicazione di dati economici rimandati dopo le sei settimane di shutdown del governo USA ha alimentato le aspettative che condizioni più morbide favoriranno gli asset privi di rendimento come l’argento e l’oro.
L’argento, tuttavia, sembra beneficiare non solo del contesto macro, ma anche di un sentiment più inclinato al rischio.
Flussi speculativi e ETF: la benzina del rally
Tutto questo mentre l’interesse degli investitori istituzionali è aumentato sensibilmente. Gli afflussi verso gli ETF fisici basati sull’argento sono cresciuti nelle ultime settimane, dopo un periodo di prese di profitto a ottobre.
Secondo Ahmad Assiri, analista della Pepperstone Group:
“Il recente balzo dell’argento sembra sempre più guidato dai flussi speculativi.” Assiri ha aggiunto: “Quello che vedo ora è un mercato in cui forti flussi degli investitori incontrano un’offerta fisica limitata, creando una dinamica dei prezzi che può accelerare molto rapidamente.”
La combinazione di scarsità fisica e ingresso di capitali speculativi è uno dei principali motori della volatilità attuale.
Effetto listini e tensioni commerciali: i rischi si moltiplicano
Un ulteriore elemento osservato dai trader riguarda la recente decisione del US Geological Survey, che ha inserito l’argento nella lista dei minerali critici.
Questo ha sollevato il timore di possibili tariffe sull’esportazione o importazione del metallo, inducendo alcuni operatori a trattenere l’argento negli Stati Uniti per evitare di doverlo riacquistare a un prezzo maggiorato in caso di cambi normativi improvvisi.
Gli operatori globali stanno inoltre valutando le conseguenze del recente blocco tecnico alla Chicago Mercantile Exchange, che ha fermato per ore le contrattazioni di futures e opzioni sul Comex. Alcuni trader hanno dovuto ricorrere a chiamate dirette a broker e dealer per coprire le proprie posizioni, segno di un mercato in cui la domanda e la necessità di coperture restano elevate.
Uno scenario teso che potrebbe durare
Il 2025 vede un mercato dell’argento in piena accelerazione, sospinto dalla scarsità fisica globale, dalle aspettative di una svolta monetaria della Fed ma anche da flussi speculativi in aumento e scorte in rapido esaurimento nei principali hub mondiali.
Una combinazione che, secondo molti osservatori, potrebbe alimentare ulteriori balzi nelle prossime settimane. E con un metallo che ha già raddoppiato il proprio valore da inizio anno, gli investitori si interrogano se il “metallo bianco”, instabile e potente come sempre, non abbia ancora molta strada da percorrere.