Argentina: entro anno lodo favorevole ad obbligazionisti

24 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’Argentina ha annunciato la propria intenzione di presentare una proposta al giudice Griesa per avviare le trattative con gli hedge funds che hanno recentemente vinto il contenzioso giunto fino alla Corte Suprema americana. Il capo di Gabinetto del governo argentino, Capitanich, ha dichiarato l’intenzione di “pervenire a condizioni eque per il 100% degli holdouts”, precisando però che “l’equità non può essere stabilita da un giudice statunitense”.

La Tfa (Associazione per la tutela degli investimenti in titoli argentini), si legge in una nota, “segue con attenzione le ultime e discordanti dichiarazioni argentine circa la trattativa che si svolgerà a breve con gli hedge funds. Nonostante le continue manovre ostruzionistiche da parte argentina per ritardare il procedimento arbitrale Icsid, la Tfa sta assistendo agli ultimi passi dell’udienza finale dell’arbitrato e si attende entro l’anno un lodo favorevole per gli obbligazionisti italiani che non hanno aderito alle offerte del 2005 e del 2010.

“Nonostante la Tfa abbia piena fiducia negli esiti dell’arbitrato Icsid, rimane comunque aperta a negoziazioni in buona fede su basi accettabili e non imposte unilateralmente” dichiara Stock. “Gli obbligazionisti italiani attendono anche loro, dopo tutti questi anni, di essere invitati ad una negoziazione in buona fede per raggiungere una soluzione equa ed effettiva” continua Stock. Le evoluzioni di questi giorni dimostrano come la riaffermazione dello stato di diritto abbia reso necessario per il Paese sudamericano la ricerca di una soluzione del debito rimasto holdout dal 2001. “E’ una buona occasione per il paese per risolvere una volta per tutte questa pendenza” conclude Stock.

Oggi, intanto, sulle colonne della La Repubblica è apparso un annuncio a pagamento in cui spiega che il paese vuole continuare a onorare il proprio debito pubblico, ma ciò gli è impedito dalla recente sentenza negli Stati Uniti che impone il pagamento di 1,5 miliardi di dollari agli hedge fund che hanno fatto ricorso legale contro la ristrutturazione del debito dopo il default del 2001-2002.

“L’Argentina vuole continuare a pagare il suo debito, come ha fatto sin dal 2005, ma oggi è ostacolata dalla sentenza del giudice Thomas Griesa e il rifiuto della Corte suprema Usa ad accogliere l’appello” si legge nell’annuncio apparso su Repubblica e pubblicato anche sullo spagnolo El Pais e nei giorni scorsi sui giornali Usa.

Nell’annuncio – che occupa un’intera pagina e che ripercorre le vicende del default argentino e della successiva ristrutturazione del debito – si ricorda come dal 2003 in poi Buenos Aires abbia “regolarmente cancellato entro i termini previsti tutto il debito ristrutturato per oltre 190 miliardi di dollari Usa senza ricorso al mercato finanziario”.

L’Argentina spiega che il pagamento degli 1,5 miliardi di dollari agli hedge fund costringerebbe al pagamento nell’imminente futuro dell’intero importo di 15 miliardi di tutti i bond in default non rientrati nel concambio, una cifra corrispondente al 50% delle riserve del paese, spingendolo “verso un nuovo default”.