Migranti, Toninelli: “Cambiamo Ue e norme marittime”

12 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

“L’Italia ha sempre salvato le vite umane e non si tirerà mai indietro. Sono altri a dover iniziare a prendersi le loro responsabilità”. A dirlo è Danilo Toninelli, ministro dei trasporti, che in un’intervista di oggi al Corriere della Sera  ribadisce la posizione del governo per contrastare l’emergenza sbarchi e difende la decisione di bloccare i porti alla nave dell’ONG Acquarius carica di centinaia di migranti naufraghi.

Le altre nazioni devono iniziare ad aprire i porti: la nostra non è stata una impuntatura ma solo la richiesta di una condivisione di responsabilità per una questione che non riguarda soltanto l’Italia” ha specificato in merito alla nave Aquarius, rimasta per due giorni tra Malta e la Sicilia in attesa del permesso di sbarcare in uno dei due paesi.

Toninelli ha poi rassicurato che:

“l’Italia continuerà a salvare vite umane. Però siamo stati chiari: bisogna condividere le responsabilità. Ognuno ha le sue: la nazione in cui navigano le carrette del mare, i Paesi per cui battono bandiera le navi delle Ong. Oggi si apre una nuova era”.

E a proposito della decisione della Spagna di accogliere la nave Aquarius:

“Il gesto della Spagna, che ringrazio, dimostra che in Europa c’è un nuovo vento di solidarietà e cooperazione, che spero investa altre nazioni”.

Lasciando per un momento da parte le considerazioni umane ed etiche, il problema della decisione del governo italiano è che è illegittima in quanto viola il diritto internazionale del mare. Secondo Toninelli le leggi marittime sono da cambiare e dovrebbe essere responsabile il Paese che batte bandiera.

Forse anche per questo, stamattina durante un’intervista a Radio Capital, contraddicendo le dichiarazioni del ministro degli interni Matteo Salvini,  Toninelli ha specificato che “non è mai stata all’ordine del giorno la chiusura dei porti italiani” per le navi che trasportano migranti, dando una nuova versione dei fatti degli ultimi due giorni intorno alla nave Aquarius.

Nel frattempo, in mattinata, si è avuta la conferma che i 629 migranti soccorsi in mare dalla nave Aquarius saranno trasbordati su navi italiane e condotti in Spagna: “Aquarius ha ricevuto conferma, il porto sicuro è Valencia. I rifornimenti sono a bordo”, ha comunicato Sos Méditerranée in un tweet.

Sempre con un tweet Toninelli ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche, precisando che “noi salveremo sempre le vite umane, ma #Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare“. Per la prima volta Malta, isola che “non può continuare a voltarsi dall’altra parte”, è stata messa di fronte alle sue responsabilità, secondo Toninelli.

I politici al governo definiscono quella dei migranti una crisi per i flussi eccessivi in Italia, ma per contestualizzare in molti in questi giorni hanno citato i numeri sui rifugiati – non i migranti, si badi bene – in arrivo nei paesi Ue.

Come si vede bene nella tabella riportata dall’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU (UNHCR), tra i paesi del Sud del Mediterraneo Malta è quella che ne accoglie il numero più alto rispetto alla sua popolazione: 18,3 ogni mille abitanti. L’Italia è a 2,4, un decimo della Svezia (23,4).