Tim Cook: caso-Floyd sia la premessa per un’America più giusta

1 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Di fronte alla mobilitazione di massa e alle devastazioni che sono seguite all’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto a Minneapolis, il ceo di Apple, Tim Cook, è intervenuto per mostrare la sua vicinanza alla causa dei diritti dei neri e della lotta alle disuguaglianze.
Il manager lo ha fatto attraverso una lettera inviata ai dipendenti dell’azienda nella quale, citando Martin Luther King, Cook invita a restare vigili per costruire un futuro che “sia all’altezza dei più alti ideali di uguaglianza e giustizia”.

Appoggiando apertamente le proteste di questi giorni, senza in alcun modo condannare l’utilizzo della violenza o della guerriglia urbana, Cook ha riconosciuto che le ingiustizie razziali includono “il sistema di giustizia penale”, oltre che le pari opportunità economiche e di studio.

“Abbiamo visto progressi da quando sono cresciuto in America, ma è altrettanto vero che le comunità di colore continuano a subire discriminazioni e traumi”, ha scritto il ceo di Apple, “mentre le nostre leggi sono cambiate, la realtà è che le loro protezioni non sono ancora applicate universalmente”.

“Per creare un cambiamento, dobbiamo riesaminare i nostri punti di vista e le nostre azioni alla luce di un dolore profondamente sentito ma troppo spesso ignorato”, ha proseguito Cook, “ai nostri colleghi della comunità nera – vi vediamo. Voi contate, le vostre vite contano e siete tenuti in considerazione qui alla Apple”, ha aggiunto il ceo, richiamando apertamente il nome di Black Lives Matter, l’organizzazione promotrice diritti degli afroamericani e nonché delle sollevazioni di questi giorni.

“La morte di George Floyd è una prova sconvolgente e tragica del fatto che si debba mirare molto più in alto di un futuro ‘normale’ e costruirne uno che sia all’altezza dei più alti ideali di uguaglianza e giustizia”, ha detto Cook prima di citare il reverendo Martin Luther King, storico portavoce dei diritti dei neri negli anni Sessanta.

“Ogni società ha i suoi protettori dello status quo, le sue fraternità di indifferenti famosi per dormire durante le rivoluzioni”, ha scritto il ceo di Apple citando le parole di King, “oggi, la nostra stessa sopravvivenza dipende dalla nostra capacità di rimanere svegli, di adattarci a nuove idee, di rimanere vigili e di affrontare la sfida del cambiamento”.