Andare in pensione sette anni prima con l’isopensione

10 Maggio 2021, di Alessandra Caparello

Andare in pensione sette anni prima con l’isopensione

Mentre si discute sulla prossima riforma previdenziale e le nuove misure che potranno essere messe a punto per mandare in soffitta quota 100, c’è uno strumento per andare prima in pensione poco conosciuto.

In particolare alcune categorie di lavoratori possono decidere, di comune accordo con l’azienda, di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro 7 anni prima rispetto alla normale età pensionistica. Si tratta dell’isopensione, introdotto per la prima volta dalla Riforma Fornero successivamente ripreso dalla Legge di Bilancio 2018 e recentemente prorogata fino al 31 dicembre 2023.

Isopensione: cosa significa

Introdotta in via sperimentale per il triennio 2018-2020, e poi prorogata fino al 31 dicembre 2021, l’isopensione consente ai lavoratori prossimi al pensionamento, di poter chiudere in anticipo il rapporto lavorativo previo accordo con il datore di lavoro.

In sostanza si prevede un anticipo dell’età pensionabile, sino ad un massimo di 4 anni, ora divenuti sette, a patto che l’azienda detta esodante corrisponda, con oneri interamente a suo carico, un assegno ai lavoratori di importo equivalente alla pensione. Si parla infatti di assegno di isopensione.

E’ uno scivolo per la pensione anticipata fino a 7 anni pagata dall’azienda che dovrà presentare all’INPS una fideiussione bancaria a garanzia. Una volta optato per tale strumento le imprese dovranno versare al lavoratore per tutto il periodo di esodo l’assegno pari all’importo del trattamento pensionistico per 13 mensilità.

Chi può beneficiarne

Per attuare l’isopensione, l’azienda deve avere almeno 15 dipendenti mentre il lavoratore devono maturare i requisiti minimi contributivi e anagrafici per il diritto alla pensione di vecchiaia entro 7 anni. Inoltre il lavoratore deve avere almeno 13 anni di contributi (per la pensione di vecchiaia ne sono necessari 20) e un’età anagrafica pari o superiore a 60 anni considerando che l’età per la pensione di vecchiaia è ferma a 67 anni.

La misura è utilizzabile nelle aziende con almeno 15 dipendenti, previo accordo fra datore di lavoro e organizzazione sindacali.