Anasf, Conte traccia la strada: “Tante voci, molto dialogo. I consulenti accrescano le competenze” (VIDEO)

19 Febbraio 2020, di Alessandro Chiatto

Il rinnovo delle cariche di Anasf ha visto la vittoria con 4.066 voti la Lista 1 “Insieme per crescere” (espressione di un’ampia coalizione con i consulenti finanziari Anasf di Banca Mediolanum, Azimut, Allianz Bank, FinecoBank, Bnl Life Banker, IW Bank, CheBanca! e Widiba). La Lista ha conquistato la maggioranza assoluta (89 delegati al Congresso nazionale su 161 complessivi).
Il Congresso di Solbiate Olona, in provincia di Varese, si svolgerà dal 13 al 15 marzo dovrebbe andare eleggere Luigi Conte, attuale vice presidente vicario di Anasf e consulente finanziario di Fineco. Abbiamo parlato con lui dei prossimi obiettivi e del ruolo del consulente finanziario nei prossimi quattro anni.

 

 

La Lista 1 “Insieme per Crescere” ha ottenuto la maggioranza assoluta dei delegati al Congresso di Anasf. Il segreto è stato la forza della squadra, ma ora bisognerà ascoltare e sintetizzare il pensiero di tutti.

Ciò che ha mosso tutti noi ad organizzarci in un ambito di estrema articolazione di anime, per così dire, è stato quello di comporre una squadra che potesse presentare il maggior numero di istanze possibili ed evidenziare quali fossero le priorità che l’Anasf dovesse perseguire rispetto agli obiettivi da raggiungere. È chiaro che molte anime vuol dire molto dialogo e molto confronto, e anche rappresentare una serie di prospettive diverse che dovranno sempre convergere in una dimensione fattuale che potrà permetterci di raggiungere determinati risultati.
C’è stata una certa vivacità, che era il motivo fondamentale per il quale abbiamo pensato di essere trasversali e attraversare il mondo della consulenza e le varie declinazioni della stessa, in un momento storico nel quale cominciano ad identificarsi in modo cospicuo certe caratteristiche che riguarderanno il consulente finanziario del futuro.

 

Quali sono le sue idee e progetti? 

Innanzitutto vorrei precisare che avremo un Congresso, che non è una formalità e che vedrà confrontarsi 161 delegati. Certo, la maggior parte è relativa alla nostra compagine e ci permetterà di guidare il Congresso a qualcosa di concreto. L’approccio che avremo dovrà essere di confronto, mettendo a fattor comune le idee più innovative e vivaci per andare poi nella direzione auspicata, che è quella che secondo auspicano tutti i soci.
Mi aspetto di dar fede e compimento agli obiettivi posti mettendo mano a tutte le attività che sono state processate in questi anni, dalla sfida culturale che investe la professione, al ricambio generazionale, che io definisco come inserimento di nuovi talenti per una professione che diventa sempre più sfidante. Fino ad arrivare al lavoro integrato con gli altri stakeholders, come Abi e Assoreti che condividono con noi la realtà Ocf, che ha visto valorizzare sé stessa e la professione negli anni. Le sfide, insomma, sono tante.

 

Quali saranno i cardini della consulenza finanziaria nei prossimi quattro anni? 

Sicuramente il profilo della consulenza stessa, che diventa sempre più una necessità in un sistema estremamente complesso. La normativa a volte è invasiva e le competenze devono rappresentarsi come l’elemento portante di questa relazione tra consulenti e risparmiatori/investitori. Anche sul discorso competenze si dovranno affondare di più le radici perché sembra che non siano soltanto circoscritte a quelle tradizionalmente tecniche.
Ci sono delle competenze che mi piace definire sottili, che fanno riferimento alle relazioni e alle capacità dei consulenti di relazionarsi con i propri interlocutori, entrando nel merito di questioni direttamente legate all’esistenza e ai progetti di vita, alle istanze che ogni cittadino ha per migliorarsi e accrescere sé stesso e i propri familiari.
Non è più solo una questione dimensionale del proprio portafoglio, ma anche rispetto ad obiettivi più importanti che possono migliorare le condizioni del nostro Paese. Noi speriamo, nel prossimo futuro, di contribuire alla crescita del Paese attraverso l’accrescimento di quelle specifiche esigenze che spesso restano latenti proprio perché gli interlocutori non hanno un riferimento rispetto al quale programmare il futuro. Il ruolo sociale del consulente finanziario deve accrescersi sempre di più fino ad arrivare ad essere qualcosa di fondante e strutturato, indispensabile alla crescita del Paese.