Ambrosetti sim: il giusto mix per gli investimenti

5 Luglio 2018, di Massimiliano Volpe

Il futuro della gestione passa per l’innovazione. Ne parliamo con Riccardo Ambrosetti, a capo dell’omonima Sim

Dott. Ambrosetti, la ricerca dell’Alpha è sempre più difficile, con rendimenti obbligazionari ancora ai minimi storici e mercati azionari volatili. Che cosa avete sviluppato per interpretare i mercati?

“Da diversi anni siamo impegnati nel realizzare prodotti per clienti che hanno richiesto profili di rischio medio e rendimenti significativi puntando su strategie sistematiche complesse che fondono insieme modelli di Asset Allocation, Selection e Market Timing. Il focus di queste soluzioni è proprio la progressiva sostituzione di strategie obbligazionarie ritenute ormai non più valide. Il puntuale contenimento del rischio abbinato a un approccio di gestione dinamico ci permette la ricerca e l’ottenimento costante di alfa. In questi anni i risultati sono stati confortanti: tutte le soluzioni da noi implementate hanno realizzato performance da primo quartile delle rispettive categorie, assicurando grande soddisfazione per i sottoscrittori e buona redditività per il produttore nostro cliente”.

Ci può fare un esempio?

“Posso ricordare l’efficienza dimostrata dal comparto Sicav VolCor Beta Zero della boutique lussemburghese Alessia: rendimento medio annuo nei cinque anni pari al 5% circa con volatilità attorno al 6%, attraverso una strategia di proprietà Ambrosetti Sim che sfrutta un sistema di  Stock Selection da noi brevettato. Un altro comparto Sicav analogamente competitivo è Active Bond Plus della boutique lussemburghese Compam: rendimento medio a 5 anni pari al 3% circa con volatilità attorno al 3%. Passando ad un altro comparto sempre absolute return che investe in fondi posso ricordare Global Professional della casa lussemburghese Arcipelagos: rendimento medio annuo attorno al 3% negli ultimi 6 anni con volatilità inferiore al 6%. Inoltre, alimentiamo diverse soluzioni per tesoreria come anche linee di gestione patrimoniale sia in titoli che fondi comuni o ETF per alcuni dei principali player domestici”.

Che cosa fa veramente la performance in un investimento?

“La nostra società è specializzata nella gestione attiva sistematica. Dal nostro osservatorio specializzato è la capacità di anticipare i movimenti dei mercati che fa la differenza, sia in termini di spostamenti tra differenti asset class (allocation) che con riguardo alla scelta dei singoli temi investibili (selection). Non ultima l’abilità nel gestire il timing degli investimenti: il vantaggio di utilizzare un sistema di Pattern Recognition esclusivo particolarmente efficace nei 3 ambiti permette di evitare i grandi rischi e di essere tipicamente ben posizionati nei trend significativi. Naturalmente, l’approccio sistematico da noi propugnato prevede la costante capacità di mutare posizionamento: direi che la sintesi finale può essere rappresentata dall’approccio flessibile e dinamico senza bias tipici del mondo dell’asset management, cioè essere capaci di intervenire contrarian quando è utile ma proporsi follower se ne vale la pena, la possibilità di sfruttare logiche top-down laddove conveniente ma anche organizzare interventi bottom-up quando migliorativi”.

Con quali strumenti finanziari consigliate di replicare i vostri sistemi di analisi?

“Il nostro è un modello sistematico che ha il vantaggio di risultare competitivo indipendentemente dallo strumento sottostante. Abbiamo incarichi che prevedono un universo investibile in titoli, altri in fondi/sicav, altri ancora in ETF, alcuni misti. Non è un tema, quello dello strumento, che ci preoccupa. Naturalmente, fornendo soluzioni di investimento esclusivamente personalizzate, la convenienza all’uso dello specifico strumento viene valutata durante la progettazione del prodotto direttamente con il cliente”.

Secondo lei come sarà il futuro del risparmio gestito?

“Sconvolgente. Intendiamo dire che nel futuro troveremo nuovi leader di settore e qualche player primario sarà scomparso. Un fenomeno ciclico che accade una volta ogni 40 anni.
Risulta pienamente condivisa l’opinione che i vincenti si troveranno tra coloro che più rapidamente sapranno sfruttare le nuove opportunità date da una maggiore trasparenza dei costi, comportamenti indirizzati verso una maggiore eticità e, non ultimo, un approccio al cliente più di partnership che di vendita. Certamente ci sono ampi spazi per le aziende più innovative. Al riguardo produco il seguente dato: ad oggi l’unica società di consulenza indipendente che è stata riconosciuta come Impresa Innovativa dal Ministero dello Sviluppo Economico è proprio Ambrosetti Asset Management: il fatto che siamo soli significa che le società di asset management hanno poco investito in modelli di investimento evoluti”.