Allarme sfratti. “Prorogare blocco”. Ma Lupi: non drammatizzare

di Redazione Wall Street Italia
7 Gennaio 2015 09:45

ROMA (WSI) – Francesca Danese, Daniela Benelli e Alessandro Fucito, rispettivamente assessori alle Politiche abitative di Roma, Milano e Napoli, le tre aree metropolitane maggiori d’Italia, lanciano l’allarme sfratti e chiedono al governo Renzi di prorogare il blocco degli sfratti.

Ma il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, correggendo i numeri forniti dai Comuni e ricordando le misure prese dal governo, risponde: “Sulla proroga degli sfratti agli assessori di Milano, Roma e Napoli dico che non è drammatizzando un problema che lo si risolve”.

Continuando: “I numeri che paventano non corrispondono a quelli coinvolti dalla norma sulla proroga degli sfratti. La norma (articolo 1 comma 1 della legge 8 febbraio 2007, n. 9) riguardava 2.889 casi nel 2007 (1.120 a Roma, 789 a Napoli, 239 a Milano), la proroga dell’anno scorso circa 2.000”. Con le nuove norme i Comuni “hanno strumenti e fondi sufficienti per affrontare i casi di cui stiamo parlando”.

Lo scorso 31 dicembre è scaduta la proroga di un anno all’esecuzione degli sfratti, decisa l’anno precedente dal governo. In tutta Italia, rischiano di perdere la loro abitazione tra 30.000 e 50.000 famiglie.

Dall’inizio della crisi, cinque anni fa, le sentenze di sfratto che hanno interessato Roma sono state più di 10.000; 4500 a Napoli e 4.000 le sentenze di sfratto a Milano sempre nel periodo compreso tra il 2008 al 2013.

Il 70% di queste famiglie dispone dei requisiti di reddito e sociali (anziani, minori, portatori di handicap) previsti dalla legge per la proroga. Ogni giorno vengono eseguiti 140 sfratti ricorrendo alla forza pubblica degli ufficiali giudiziari. Secondo le statistiche una sentenza di sfratto colpisce una ogni 353 famiglie.

Escludendo le famiglie proprietarie di case e gli assegnatari di alloggi pubblici, ogni anno in Italia una sentenza di sfratto, quasi sempre per morosità incolpevole, tocca una famiglia su quattro. Quasi un quinto degli sfratti sono stati eseguiti in Lombardia, il 15% nel Lazio e l’8% in Campania.

“Ecco perchè torniamo a chiedere con forza la proroga del blocco degli sfratti e politiche abitative strutturali che ci consentano di uscire dalla logica dell’emergenza. Su questo sollecitiamo una urgente riunione della consulta casa dell’ANCI perchè sia ben chiaro il grido di dolore proveniente dalle città metropolitane dove forte è il disagio”.

Ma nella nota di Lupi si legge: “Non bisogna confondere i casi generalizzati di sfratto con quelli per cui veniva concessa la proroga, che si applicava ai nuclei familiari in possesso di determinati requisiti: reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro; che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni; malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza”.

“Per l’emergenza casa il governo nel 2014 non è stato a guardare, anzi, ha finalmente imboccato una strada nuova, cosciente che l’emergenza andava affrontata in modo più radicale e non con lo strumento vecchio e logoro della proroga gli sfratti, che invece di risolvere il problema lo ha sempre e solo spostato su un altro soggetto. Sono stati rifinanziati il fondo per gli affitti e il fondo per la morosità incolpevole, 200 milioni al primo, 266 al secondo. Sono stati destinati 400 milioni alla ristrutturazione delle case popolari, più i fondi per l’acquisto della prima casa e il sostegno ai mutui. In totale gli investimenti per la casa hanno raggiunto i 2 miliardi e 300 milioni di euro, cosa mai fatta dai governi precedenti. Con le nuove norme i Comuni hanno strumenti e fondi sufficienti per affrontare i casi di cui stiamo parlando”. (Lna)