Brexit, allarme nel Regno Unito: peggiore carenza di cibo dalla Seconda Guerra Mondiale

27 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

Tra Brexit e COVID 19, il Regno Unito sta affrontando il “peggiore periodo di carenza di cibo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale”. L’allarme arriva dal miliardario inglese Ranjit Singh Boparan. Il proprietario di 2 Sisters Food Group, noto come Il ‘re dei polli’, per il suo business nel campo delle carni bianche, ha affermato che la carenza di manodopera esistente è stata aggravata dalla pandemia e ha spinto il settore a un “punto di crisi”.

Brexit, dopo Covid ora c’è anche carenza cibo nel Regno Unito

Nelle ultime settimane, per via della risalita della curva di contagi, il Regno Unito è piombato in quella che è stata battezzata come ‘pingdemia‘, pingdemic in inglese, termine che deriva dal verbo inglese ‘to ping’, che letteralmente vuol dire ‘tintinnare’, ma che ha assunto il significato di essere segnalato dall’app dell’NHS, il servizio sanitario nazionale britannico.

L’app avvisa quando c’è stato un contatto ravvicinato per un certo tempo (almeno 15 minuti) a una persona risultata positiva. In caso di segnalazione, occorre isolarsi per 10 giorni ed essere sicuri, tramite test, di essere negativi prima di uscire.

Per via di questa app, decine di migliaia di persone ogni giorno stanno ricevendo segnalazione per essere entrati in contatto con una persona che successivamente ha scoperto di essere positiva. E quindi devono mettersi in isolamento per qualche giorno e poi fare un test.

“Nessuno avrebbe potuto prevedere che questo cocktail tossico si fosse presentato in questo momento. “È iniziato con la pandemia e nell’ultima settimana con la pingdemia, ma da maggio di quest’anno l’ambiente operativo si è deteriorato così profondamente che non vedo altro risultato che una grave carenza di cibo nel Regno Unito. Siamo ad un punto di crisi” ha detto Boparan.

Mentre il governo britannico si sta adoperando per mettere in atto un regime di esenzione dalla quarantena per alcuni lavoratori per evitare assenza di personale in aree critiche, tra cui la produzione alimentare, Boparan ha parlato di una carenza del 15% della sua forza lavoro.

“Stiamo affrontando il problema, ma se non arriva alcun sostegno – e urgentemente – dal governo, gli scaffali saranno vuoti, gli sprechi alimentari aumenteranno semplicemente perché non possono essere elaborati o consegnati, e le carenze abbiamo visto l’anno scorso saranno noccioline in confronto a quello che potrebbe succedere”.