Allarme di Greenspan e le Borse calano

25 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici azionari della Cina sono calati dal massimo storico dopo che l’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, ha detto di essere preoccupato circa una possibile “correzione drastica” delle borse cinesi. E’ quanto rivela Bloomberg News.
A guidare i ribassi fra le maggiori aziende sono stati i titoli di Daqin Railway Co. e Shenergy Co. “Il fatto che il signor Greenspan, una personalità altamente stimata e di grande reputazione, abbia una tale opinione fornisce molta credibilità alla tesi ribassista per le Borse cinesi”, ha detto Desmond Soon, che partecipa alla gestione di 300 milioni di dollari nell’obbligazionario presso Pacific Asset Management Co. a Singapore.
L’indice di riferimento per i titoli denominati in yuan trattati sulle due principali Borse della Cina, il Csi 300, ha chiuso ieri in ribasso dello 0,5 per cento a 3.919,75, dopo un’apertura in rialzo. Parlando via satellite dagli Usa a una conferenza a Madrid, Greenspan ha detto che il rally dell’azionario cinese “è chiaramente insostenibile”. Il richiamo di Greenspan va ad aggiungersi alle voci di altri influenti personaggi che, commentando l’attuale fase del mercato cinese, hanno invitato alla cautela. Greenspan si unisce così al governatore della Banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, e a Li Ka-shing, uomo più ricco dell’Asia, nell’avvertire che il mercato azionario cinese non può continuare a crescere come sta facendo e che rischia una forte correzione.
Li, presidente di Cheung Kong Holdings Ltd., maggiore azienda edile di Hong Kong per valore di mercato, e del colosso delle telecomunicazioni Hutchinson Whampoa, ha detto il 17 maggio scorso che quella della Borsa cinese “deve essere una bolla”.
Soltanto pochi giorni fa anche lo strategist Ed Yardeny, riferendo i risultati di colloqui avuti con i vertici di numerosi investitori istituzionali, ha inoltre identificato nel mercato cinese il rischio numero uno per la stabilità dei mercati azionari mondiali.
Greenspan torna così ad agitare spettri davanti ai mercati finanziari. Una tendenza che sta accompagnando l’ex guida della Banca centrale americana dal giorno del termine del suo mandato istituzionale, da quando cioè è divenuto un ospite fisso, e superpagato, dei simposi economici più importanti.
Lo scorso 11 maggio Greenspan, divenuto nel frattempo consulente del colosso del trading obbligazionario Pimco, ha allertato i mercati indicando una possibilità su tre di una recessione globale. Si è trattato, però, soltanto di una conferma. Già a marzo Greenspan ha avvertito di prevedere con una probabilità del 33 per cento una recessione mondiale entro la fine del 2007. Greenspan questa volta ha definito la corsa dei mercati azionari cinesi “non sostenibile” e destinata a non poter proseguire indefinitamente. L’ex numero uno della Fed dice, quindi, che il mercato azionario cinese si troverà a scontare “una drammatica correzione”. Si tratta di un avvertimento motivato dalle straordinarie performance dei listini dell’ex Celeste Impero. Nei primi cinque mesi del 2007 l’indice della Borsa di Shanghai ha registrato una crescita del 56 per cento, dopo essere più che raddoppiato nei dodici mesi precedenti.