Allarme Corte dei Conti: federalismo fiscale congelato

19 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il federalismo fiscale procede molto a rilento e l’autonomia finanziaria delle regioni è ancora lontana dall’essere una solida realtà; è questo, in sintesi, il giudizio espresso dalla Corte dei Conti nell’audizione tenutasi presso la commissione parlamentare sul federalismo fiscale.

Secondo la magistratura contabile le difficoltà economiche e i processi di riforma avviati successivamente “hanno finito per dilatare i tempi necessari al processo di ridisegno del sistema di finanziamento delle autonomie territoriali”; la responsabilizzazione delle autorità locali “non potrà essere protratta ancora a lungo, soprattutto perché ritarda […] un più stringente controllo da parte dei cittadini“.

Il valore monetario delle risorse che, da trasferimenti statali, sarebbero convertite in entrate autonome supera di poco il miliardo, ovvero è “molto limitato”; così la Corte dei Conti:

“L’insieme dei trasferimenti regionali che possono essere oggetto di trasformazione in entrate autonome nel prossimo esercizio è, al momento, molto limitato. Se si eccettua il trasporto pubblico locale; in definitiva, l`area su cui concentrare gli interventi è di poco superiore al miliardo”.

Mancano all’appello anche “una struttura stabile e regole certe” tra i diversi “livelli di governo”, afferma la Corte, che richiama lo Stato alla costruzione di un “quadro normativo da porre a fondamento dei livelli essenziali delle prestazioni” infatti, “se si esclude il comparto sanitario, non sono state individuate le prestazioni di assistenza, istruzione e trasporto pubblico locale che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, compito che la Costituzione assegna alla legislazione esclusiva dello Stato”.