Allarme Ance: “Paese immobile, ferme opere per 54 miliardi”

2 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

“Il Paese è fermo e la situazione sta peggiorando: i dati sono sotto gli occhi di tutti, c’è una grandissima preoccupazione”. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ance Gabriele Buia, che sottolinea: “senza edilizia non c’è crescita”.

I dati snocciolati da Buia mostrano una situazione di stallo per il settore. A partire dal blocco delle infrastrutture. Buia cita le “600 opere ferme per 54 miliardi e una perdita di 842 mila posti di lavoro e 191 miliardi di mancate ricadute sull’economia” .

Per il numero uno dell’Ance, liberando i fondi gà stanziati e bloccati nelle varie amministrazioni locali per una cifra che, secondo la stima del Mef è di 87 miliardi di euro, si creerebbero in tutto “1,3 milioni di posti di lavoro”.

“Per gli appalti servono regole semplici e senza deroghe”, spiega e sollecita il governo affinché venga avviato a settembre il percorso della legge delega di riforma e riordino degli appalti.

La crisi d’altronde ha minato profondamente il settore: dal 2008 ad oggi si sono persi 600 mila addetti, 120 mila imprese ed il 70% degli affidamenti bancari.

In 10 anni il valore della produzione è sceso sotto i 120 miliardi dagli oltre 200 pre-crisi e ora arranca con un ritmo di crescita nettamente inferiore rispetto agli altri paesi europei: l’1% contro il 6% della media Ue e l’11% della locomotiva tedesca.