Alitalia, vendita unitaria o a pezzi

1 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

 

L’Alitalia torna sul mercato per trovare un compratore e tutti a sperare che sia la volta buona.

Le manifestazioni di interesse, come si dice in gergo ovvero i soggetti economici interessati all’acquisto sono una trentina, fra i quali le più importanti compagnie aeree internazionali  del calibro di Lufthansa, Delta Airlines, British, Etihad, Easyjet e Ryanair oltre a Compagnie cinesi e Fondi di invstimento.

Addirittura anche l’attuale socio di minoranza, la Etihad, la nota compagnia aerea nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

Questi arabi parlano una lingua difficile: non vogliono mettere soldi come soci attraverso una ricapitalizzazione per rilanciare l’Alitalia sulle rotte internazionali e poi concorrono per l’acquisto. Forse perché finora non sono stati  d’accordo sui metodi di gestione adottato, sul piano industriale perseguito e vogliono decidere da soli sulle strategie di crescita.

Mistero!

Certo è che si ha sempre più l’impressione di una ulteriore speculazione e al momento sembra che in molti la vogliono la nostra Compagnia aerea di bandiera e nessuno la sposa.

La maggioranza sul capitale della compagnia aerea detenuta dal nostro Governo, la c.d. Golden share del 51% non ci ha portato fortuna, passando da un fallimento ad un altro.

Il mercato dei voli aumenta in tutto il mondo, sempre più persone si spostano con mezzi aerei e da noi si fallisce, i costi sono superiori ai ricavi e non risultiamo competitivi alla concorrenza dei diversi vettori europei.

E’ solo incompetenza o malafede?

Siamo certi di essere in grado di trovare margini di miglioramento al netto della scelta per una vendita in blocco o frazionata?

Pure questo è un mistero.

Io portavo i pantaloni corti, oltre mezzo secolo addietro e già sentivo parlare di crisi del settore del trasporto aereo.

Le proposte sono variegate e tutte al vaglio dell’attuale Collegio dei tre Commissari  formato da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari.

Si pensa di vendere separatamente l’area volo dal resto della logistica, quella parte meno remunerativa come  il carico, lo scarico, il controllo tecnico, la pulizia e il rifornimento di un velivolo, assistenza etc.

Pare che domani il nostro Ministero per lo sviluppo economico farà conoscere le due possibili soluzioni sulle quali sono orientati la terna dei commissari, ovvero procedere per una  cessione unitaria dell’azienda o vendita separata della parte aviation (che comprende anche la manutenzione) e della parte handling.

In caso di parità di condizioni, il bando prevede che siano considerate preferibili le offerte sul lotto unico.

Staremo a vedere: finora solo nebbia e tanti soldi persi!