Alibaba vende prodotti contraffatti per quasi 2 mila miliardi

22 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

La piattaforma di ecommerce Alibaba sarebbe piena di prodotti contraffatti. Il valore del falso ammontava nel 2016 a 1,7 mila miliardi di dollari, e nei prossimi 5 anni è stimata una crescita del 70 per cento. Lo rivela un’inchiesta di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera. Secondo Gabanelli, quando un’impresa si accorge che il proprio prodotto viene falsificato in Cina e venduto a prezzi stracciati su Alibaba, ha poche mosse da fare per tutelarsi.

La legge cinese infatti non è chiara e ai proprietari dei marchi non conviene fare causa e sfidare le enormi risorse di Alibaba. Anche l’ultima bozza della legge cinese sulla contraffazione, in discussione da cinque anni, stabilisce che:

“Di fronte a una segnalazione di contraffazione, se il venditore garantisce che non è vero e ne produce documentazione, nessuno va in tribunale”

La norma non prevede alcuna responsabilità per le piattaforme. Questo avviene perché Alibaba porta in Cina 12 milioni di posti di lavoro, scrive Gabanelli. A Detroit, lo scorso giugno 2017 il capo di Alibaba Jack Ma ha ammesso di avere un problema con la contraffazione. Ma secondo Gabanelli la responsabilità sarebbe del governo cinese.

La vendita online di prodotti contraffatti danneggia le piccole e medie imprese italiane. Chi ha la forza di imporre un cambio di rotta sarebbero i titolari dei grandi marchi mondiali e le associazioni di categoria. Il fenomeno potrebbe peggiorare perché le previsioni di crescita di Alibaba sono enormi. Il colosso conta di capitalizzare mille miliardi di dollari entro il 2020 e sta facendo acquisizioni e investimenti in tutti i settori e in tutto il mondo.

Alibaba non sarebbe neanche in regola con il pagamento delle tasse:

“tutti i rami dell’ ecosistema Alibaba”, scrive Milena Gabanelli, “sono attaccati al tronco della società madre, l’Alibaba Group Holding Limited, che ha sede nelle Cayman Islands dove non è prevista tassazione per le società”.