“Alfano capo Pdl, altrimenti due partiti”

11 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Silvio Berlusconi deve esplicitamente affermare che “Angelino Alfano è il suo successore per ciò che riguarda le future partite elettorali-istituzionali” e “tacitare le contestazioni interne che vanno evidentemente superate anche con onesti compromessi fra le varie sensibilità e personalità”.

Lo ha sollecitato il presidente Pdl della commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchitto, avvertendo che “qualora questa realtà che riteniamo preferenziale non sia possibile è meglio una separazione consensuale in due partiti: il Pdl, più moderato, e Forza Italia, più movimentista e conflittuale”.

“Riteniamo – ha sottolineato Cicchitto, intervistato da ‘Libero’- che sia venuto il momento di dare risposte razionali e realistiche al drammatico ma confuso dibattito che e` in corso nel Pdl”, tanto più dopo l’iniziativa dei lealisti di Raffaele Fitto e la richiesta di azzeramento delle cariche interne.

Con il riconoscimento della leadership di Alfano da parte di Berlusconi, per Cicchitto, “si può combinare insieme la continuità – Berlusconi – con la novità – Alfano – chedovrebbe sommare insieme le cariche di segretario del partito e di vicepresidente del consiglio, puntando a far durare il governo fino al 2015 e a contrapporre alla “novità” costituita da Renzi, un candidato altrettanto innovativo, giovane e sostenuto da tutti nel centrodestra quale sarebbe appunto Alfano”. E “questa scelta potrebbe anche essere convalidata anche dalle primarie”.

Ma “qualora questa realtà che riteniamo preferenziale non sia possibile, meglio allora una separazione consensuale in due partiti: il PDL , più moderato, e Forza Italia, più movimentista e conflittuale”. E “i due partiti potrebbero essere collegati da un patto federativo e da un comune riferimento a Berlusconi che dovrebbe trovare nelle condizioni assai difficili che si profilano, un ruolo di alto profilo, di natura carismatica e comunicativa”. Mentre “ciò che sarebbe da evitare ad ogni costo sarebbe quello di non fare nessuna scelta di alto profilo e invece quella di rimanere nella morta gora attuale costituita da un partito falsamente unico, ma invece attraversato da una violenta conflittualità interna che potrebbe anche risolversi in uno scontro senza vincitori ma con tutti sconfitti”

In ogni caso, “arrivati a questo punto – ha sottolineato a nome delle colombe Cicchitto- ci permettiamo di dire, che il toro va preso per le corna, attraverso l`esplicazione di due possibili soluzioni”. (TMNEWS)