Alert di Citi, timori giustificati sulla Borsa Usa

7 Giugno 2017, di Alberto Battaglia

Fra i campanelli d’allarme di un mercato che sembra divenuto sempre più rischioso, si è aggiunto quello del declino delle operazioni di M&A nell’ambito dell’azionario statunitense.

Secondo S&P Global Market Intelligence, infatti, il conto delle operazioni di fusione e acquisizione annunciate nel 2017 fino al 5 giugno (7.561) è il più modesto dal 2013. Se si parla di volumi, il valore delle M&A, dopo aver raggiunto il record di 2.055 mila miliardi di dollari nel 2013, è sceso a 1,7 mila miliardi nel 2016.

 

 

E se, da un lato, il peso delle incertezze sull’amministrazione Trump possono aver giocato un ruolo negli ultimi mesi, restano da comprendere fino in fondo le ragioni di questa frenata iniziata circa due anni fa. Lo ha sottolineato Tobias Levkovich, capo strategist azionario Usa per Citi:

“Fra i grafici più preoccupanti cui guardare c’è quello sul numero delle fusioni e acquisizioni annunciate nell’ultimo anno o due anni. Gli avvocati M&A argomentano che il fattore ‘incertezza’, che è emerso di recente, dati alcuni aspetti imprevedibili della nuova amministrazione Trump, è stato il problema. Può solo spiegare gli ultimi sei mesi, ma il trend è stato scarso per circa due anni o più. In passato, c’è stata una certa correlazione con lo S&P 500 [grafico in alto] e quindi ciò potrebbe generare paure più legittime rispetto ad alcune delle altre scuse che di solito vengono presentate per evitare l’acquisto di azioni americane “.

 

Fonte: ZeroHedge