Albania: Dogane, avviato il progetto balcanico

29 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il Governo Italiano ha fornito 300 mila euro per l’attuazione della prima fase del progetto “Mezzogiorno – Balcani Dogane”.
La Direzione Generale delle dogane ha annunciato che inizierà a sviluppare la prima fase del memorandum di intesa sull’assistenza doganale nel ambito del progetto del Corridoio VIII (progetto delle dogane nel Mezzogiorno balcanico). Il progetto sarà finalizzato per sviluppare le relazioni economiche tra il Mezzogiorno, Sud dell’Italia e l’area Balcanica.
Secondo la Direzione Generale delle Dogane questo accordo cerca di facilitare ed accelerare la circolazione delle merci nella zona del Corridoio VIII, uniformando le procedure doganali nei paesi attraversati dal Corridoio, e incrementando le misure di sicurezza in questa area doganale.
Il progetto faciliterà la circolazione delle merci fra l’Italia, attraverso i porti di Bari e di Brindisi, e gli altri paesi del Corridoi VIII, come l’Albania attraverso Durazzo e Tirana, Bulgaria attraverso Sofia e Varna, la Macedonia attraverso Scopje.
Il Governo Italiano, qualle maggior sponsor del Corridoio VIII, ha fornito circa 300 mila euro per lo sviluppo della prima fase del progetto che consiste nell’identificare le reali necessità. Per le fasi successive del progetto sono previsti altri fondi.
Altra partnership importante con l’Italia sul fronte della tutela ambientale. Il municipio di Scutari, città del nord Albania, è stato incluso nel gruppo delle otto città balcaniche in cui il progetto Impat condurrà la programmazione, valutazione e promozione delle risorse territoriali.
Il progetto italiano cerca di attrarre investimenti e visitatori stranieri. L’italiana Ucodep supervisionerà l’attuazione del progetto finanziato dalla regione Toscana. Il coordinatore di questa associazione ha affermato che: lo sviluppo del progetto dovrebbe portare ad un aumento di sinergia fra le otto città balcaniche.
Il progetto, che dovrebbe terminare entro 2008, dovrebbe rafforzare le aziende locali e quelle straniere che operano a Scutari e attirare gli investimenti al fine di attivare manodopera qualificata e sviluppare nuove attività in settori competitivi. Il cordinatore italiano ha dichiarato che il progetto incrementerà la cooperazione economica tra Scutari e le sette città distribuite in Serbia e Bosnia – Herzegovina.