AIM Italia, crescono del 17% i ricavi: i numeri dall’Osservatorio IR Top Consulting

23 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

E’ proseguita, nel 2019, la crescita del mercato AIM Italia di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese: il giro d’affari complessivo delle società quotate su questo listino è passato a 5,6 miliardi di euro dai 5,0 miliardi del 2018. I ricavi hanno registrato un incremento medio del 17% rispetto al 2018, con una quota estero del 41%, mentre sul fronte della redditività l’EBITDA ha messo a segno una crescita media del 10,2%.

E’ quanto emerge dal Osservatorio AIM di IR Top Consulting, una pubblicazione dedicata a 360 gradi a questa nicchia di mercato.
Anna Lambiase, fondatore e CEO di IR Top Consulting:

“Come emerge dalle analisi svolte dall’Osservatorio AIM, il 77% delle società segna nel 2019 una crescita in termini di ricavi, l’85% ha un EBITDA positivo e il 73% ha chiuso il bilancio in utile, registrando un incremento del +50% in termini di risorse impiegate dalla data di quotazione”, ha commentato Anna Lambiase, fondatore e ceo di IR Top Consulting.

Sfogliando il rapporto emergono alcuni altri dati in grado di mostrare il dinamismo del mercato dedicato alle PMI. Nel periodo che va dal 2015 al 2020 il controvalore medio giornaliero è cresciuto del 79%, con un aumento dei giorni con scambi del 15%. E’ salita, poi, al 74% la quota delle società AIM con copertura analisti, dal 48% registrato nel 2015.
Allargando lo sguardo a una prospettiva decennale, inoltre, l’AIM Italia ha potuto vantare una raccolta complessiva di nuovi capitali pari a 4,8 miliardi di euro (3,9 miliardi da IPO) con un totale di 186 offerte pubbliche iniziali e ammissioni (con una raccolta media in IPO pari a euro 7,2 milioni).

I maggiori trend del mercato AIM Italia

Secondo la ceo di IR Top Consilting sono cinque le principali tendenze osservate nel mercato AIM Italia: “Aumento delle quotazioni del settore tecnologia; consolidamento dell’attività di M&A con una percentuale di società al 53%; incremento della presenza di investitori istituzionali nel capitale delle società AIM; crescita della quota delle società con almeno 2 coperture da parte di analisti finanziari; miglioramento della governance specie sulla “board diversity”; maggiore l’attenzione delle società ai temi ESG”.

“L’incremento negli ultimi 5 anni del numero degli investitori istituzionali (da 80 nel 2015 a 109 nel 2020) rappresenta un segnale di fiducia verso il mondo delle PMI italiane quotate”, ha aggiunto Lambiase, “i primi tre investitori su AIM per valore di investimento sono Banca Mediolanum (69 milioni di euro investiti), Azimut Holding (61 milioni di euro investiti) e Julius Bär Gruppe (49 milioni di euro investiti).

La quotazione e il capitale di rischio rappresentano la vera alternativa al debito per patrimonializzare le PMI italiane che esprimono il 92% delle aziende nazionali secondo la fonte OCSE ancora poco rappresentate sul listino”.