Affitti in Italia: quanto costano e quando convengono

10 Maggio 2019, di Redazione Wall Street Italia

La scelta di prendere un immobile in affitto, invece che acquistarlo, è sicuramente molto personale e dipende da diverse variabili. Nel nostro Paese si tende a pensare che l’acquisto di una casa sia in qualche modo una tappa imprescindibile nella vita di un individuo e che sia legato a doppio filo alla nascita di un nuovo nucleo familiare.

Tuttavia, le tendenze del mercato degli affitti dello scorso anno, mostrano un trend che sembra andare controcorrente rispetto a questa linea di pensiero: è quanto illustrato nell’infografica a cura di Soluzioni Salvaspazio, azienda specializzata nella realizzazione e vendita di soluzioni d’arredo pensate per ogni tipo di casa.

Affitti in Italia: un trend in continua ascesa

Come già accennato, il trend degli affitti in Italia sta crescendo in maniera progressiva, complici i vantaggi legati alla scelta di affittare rispetto all’impegno che comporta un acquisto, ma anche evidentemente una nuova apertura mentale che spinge le coppie giovani a non sentire la necessità di legarsi indissolubilmente a un immobile per tutta la loro vita.

Ad oggi, in Italia, la percentuale di case in affitto tocca quota 27,7%: un dato sicuramente interessante, anche a fronte del fatto che non si è mai registrata una percentuale così alta dal 2012 a questa parte. La percentuale riguarda l’intera penisola, mentre per quanto riguarda i prezzi al metro quadro vi sono delle variazioni anche notevoli da regione a regione.

Si pensi, per fare un esempio, che mentre affittare una casa in Toscana o in Lombardia costa più di 11 euro al metro quadro (costo medio calcolato su un immobile di 100 metri quadri), vi sono regioni, come la Calabria o il Molise, dove questo prezzo scende di oltre la metà, aggirandosi intorno ai 5 euro al metro quadro. La variabilità si registra anche all’interno delle medesime regioni: affittare un immobile nel capoluogo di regione costa infatti il 3,5% in più rispetto agli altri capoluoghi di provincia. In generale, ad ogni modo, vale la pena di segnalare che attualmente il costo degli affitti è in aumento del 3,5%, anche se nell’ultimo trimestre del 2018 si è registrato un -1,2% rispetto al trimestre precedente.

Prendere in affitto oppure acquistare?

Vivere in affitto insomma piace. E, perché no, conviene. Soprattutto se le proprie capacità di investimento sono limitate oppure non si ha l’intenzione di accollarsi le spese relative alla manutenzione di un immobile di proprietà.

Inoltre, vivere in affitto significa anche avere la libertà di cambiare quartiere o città in qualunque momento, a fronte per esempio di una promozione lavorativa oppure di altre esigenze personali. E non solo: affittare casa consente di avere la libertà di cambiare anche nel momento in cui il numero dei componenti familiari dovesse aumentare o al contrario diminuire.

Insomma, prendere in affitto un immobile è una scelta dinamica, che lascia un buon margine di libertà sia dal punto di vista pratico e personale, sia economico, non andando a creare vincoli importanti di lunga o lunghissima durata come invece lo farebbe un mutuo.

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