Addio segretezza: banche private lasciano la Svizzera

2 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – In Svizzera i tempi sono cambiati. Quella che una volta era la meta preferita di tutti quegli istituti di credito che nutrivano aspirazioni nel settore del private banking, ora deve fare i conti con una fuga delle societa’ finanziarie.

Il segreto bancario rischia di scomparire da Berna, che pero’ non ha intenzione di dire facilmente addio. Come dimostra la bocciatura alla Camera Bassa del Parlamento elvetico della Lex Usa, che puntava a risolvere il contenzioso fiscale tra Svizzera e Stati Uniti.

Per molti media elvetici il segreto bancario avra’ comunque vita breve. Il tutto mentre la crescita dei costi necessari per rientrare nella legalita’ in Svizzera sta erodendo i profitti delle aziende.

Il numero di banche straniere con sede in Svizzera e’ sceso a quota 129 a fine di maggio dai 145 di inizio 2012. Dai dati diffusi dall’Associazione delle Banche Straniere in Svizzera emerge inoltre che i beni in gestione sono diminuiti di un quarto attestandosi a 870 miliardi d 700 milioni di franchi (921 miliardi di dollari) nei cinque anni terminati il 2012.

La piazza finanziaria elvetica e’ finita negli ultimi anni nel mirino delle potenze economiche mondiali, che hanno dichiarato guerra all’evasione fiscale. Un incremento dei controlli potrebbe far scattare un’ondata di operazione di fusione e acquisizione nei prossimi 12-18 mesi, secondo quanto riferito da banchieri, consulenti e analisti intervistati dall’agenzia di stampa Bloomberg.

HSBC Holdings la prima banca private per numero di asset in gestione nell’enclave alpina, potrebbe vendere una o piu’ divisioni nei prossimi mesi, secondo quanto segnalato a maggio dall’amministratore delegato Stuart Gulliver. La banca non vuole uscire del tutto dal mercato svizzero.

La compagnia di assicurazioni Generali ha messo sul mercato BSI Group, la famosa private bank con 140 anni di vita e con sede a Lugano. Secondo quanto riferito dall’analista di Mediobanca Christopher Wheeler, altri istituti di credito potrebbero seguire l’esempio di HSBC e Generali.

Se da un lato la Svizzera rimane il maggior centro al mondo per la custodia dei patrimoni offshore – i $2.200 miliardi depositati costituiscono circa il 26% del mercato globale secondo i numeri riportati da Boston Consulting Group – la fuga in atto potrebbe mandare in frantumi un po’ per volta lo status privilegiato della Confederazione alpina.

Introdotto con una legge federale sulle banche nel 1934, il segreto bancario aveva un obiettivo: proteggere la sfera privata dei clienti delle banche da interventi ingiustificati dello Stato. A quel punto gli istituti bancari elvetici ne hanno approfittato per attirare dall’estero centinaia di miliardi di franchi non dichiarati al fisco delle singole nazioni.