Addio al posto fisso: gli italiani non ci credono più

1 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Finisce un mito: gli italiani non credono più al posto fisso, il sogno per eccellenza. Ben 3 su quattro non credono più in questa possibilità, così come rilevato dall’indagine trimestrale condotta da Randstad Workmonitor, colosso delle risorse umane che ha intervistato in 33 Paesi un campione di 400 lavoratori ciascuno.

“Tre lavoratori su quattro (il 74%), si sono ormai rassegnati all’idea che una carriera lineare portata avanti per tutta la vita lavorativa all’interno della stessa azienda o istituzione non esista più. La provvisorietà del posto di lavoro è avvertita maggiormente dalle donne (77% contro il 70% degli uomini) e dai lavoratori più maturi (76% dei dipendenti nella fascia 45-67 anni, contro il 72% degli occupati fra i 18 e i 44 anni) e spinge gli italiani a investire nella formazione continua per restare competitivi nel mercato del lavoro (91%), ad accettare una riduzione di stipendio pur di mantenere il posto (44%), o a prendere in considerazione l’idea di emigrare (59%) o di trasferirsi temporaneamente all’estero (60%) per trovare un impiego non disponibile in Italia”.

In realtà l’addio al posto fisso non è solo da parte degli italiani visto che la media mondiale di coloro che non ricercano più la sicurezza lavorativa a vita è intorno al 73% con picchi nell’Europa centro-settentrionale. Più rassegnati degli italiani alla perdita del posto fisso sono i portoghesi  (86%), a seguire greci (82%), francesi (80%) e spagnoli (77%).

I più ottimisti? I tedeschi (71%), con alle spalle danesi (66%) e norvegesi (62%) che hanno molta più fiducia nella possibilità di lavorare a lungo nella stessa impresa.